Se Vanoli riuscirà a tirar fuori dalla rosa della Fiorentina anche solo il 70/80% del potenziale allora ci sarà (ampio) spazio per divertirsi
De Laurentiis contro Cardinale: “Cose che non stanno né in cielo né in terra”
La vita, e allo stesso modo il calcio, è (quasi) sempre questione di punti di vista. Si può vivere e lavorare guardando o pensando al lato oscuro o, al contrario, si può avere un approccio che punti a trovare uno o più spunti positivi anche nelle situazioni più complesse. Prendete la Fiorentina. C'è chi si lascia scoraggiare o spaventare da classifica, calendario (Genoa, Como, Inter e Atalanta nelle prossime quattro) e cose o giocatori che ancora non funzionano come dovrebbero e chi, invece, preferisce affidarsi ai tanti elementi positivi emersi dopo l'arrivo di Vanoli e agli enormi margini di crescita che questo gruppo porta con sé. Personalmente, pur non trascurando insidie e pericoli, credo sia giusto almeno per il momento avere un approccio positivo. Per diversi motivi.
I progressi della Fiorentina
Il primo: la Fiorentina come ci siamo detti ha dimostrato di esser diventata squadra “almeno” sul piano dell'atteggiamento e del carattere. Il gruppo è sano, ha voglia di lavorare, e il mister nel giro di un amen è riuscito a conquistarlo. Merito del suo straordinario entusiasmo, e dalla consapevolezza/capacità (che Grosso evidentemente non aveva) di ergersi a unico, vero leader. È lui, in una squadra piena di qualità e talento ma inevitabilmente a corto di leadership ed esperienza, il “capo”. I viola lo seguono, e le reazioni avute prima a Venezia e poi col Napoli ne sono la miglior dimostrazione possibile. Non solo. Anche sul piano del gioco infatti la Fiorentina ha già fatto vedere qualcosa di diverso: pressa di più, aggredisce di più. In pochissime parole: ha più coraggio.Capitolo attaccanti
Certo, dal punto di vista dell'organizzazione c'è ancora tanto da fare. La coordinazione tra terzini e attaccanti esterni per esempio, così come il saper mettere il centravanti (che sia Pellegrino o Beto) per esprimersi e per essere pericoloso. Fino ad ora infatti si è vista tanta fatica, e sia l'ex Parma che l'ex Everton hanno spesso chiuso le rispettive partite senza mai rendersi pericolosi. È vero, l'argentino ha già segnato tre reti, ma due di queste sono state “estemporanee”: una botta da fuori col Toro, e un tap in a porta vuota col Pisa. La sensazione insomma è che si debba ancora trovare il modo migliore per servirli, ma già aver spostato in avanti il baricentro rappresenta un bel passo avanti.Quanti singoli da far sbocciare
Soprattutto però, se si parla di margini, pensiamo ai singoli. Il primo che ci viene in mente è ovviamente Oulai e ad un inserimento tra i titolari (prima o dopo) secondo me inevitabile, ma come non pensare anche a Valdepenas (per quanto mi riguarda fortissimo), a Njie (che deve concretizzare di più e sbagliare meno scelte), a Mastantuono e, ovviamente ad Atta. Il centrocampista francese era e resta il colpo forse più importante del mercato e purtroppo ad oggi non ha fatto vedere niente del suo potenziale. Colpa di un infortunio sul finire della preparazione che ne ha compromesso la condizione e, forse, di un inserimento non così immediato sul piano tattico. Le qualità (tecniche e fisiche) restano però enormi e quando si accenderà la Fiorentina farà un clamoroso salto in avanti.Anche solo il il 70/80%
Il principio resta quello di sempre (calma, pazienza) ma se la strada è quella intrapresa da un paio di settimane e se Vanoli riuscirà a tirar fuori da questa rosa anche solo il 70/80% del potenziale allora ci sarà (ampio) spazio per divertirsi. Senza porsi chissà quale obiettivo o traguardo di classifica, ma con la consapevolezza di avere tutto il tempo e tutta la qualità per prendersi parecchie soddisfazioni.© RIPRODUZIONE RISERVATA