L'ex terzino della Fiorentina Luis Balbo parla: i motivi del passaggio allo Sturm Graz e il rapporto con la Nazionale venezuelana

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A distanza di pochi mesi dal suo addio a Firenze e dal conseguente approdo in Austria allo Sturm Graz, il terzino venezuelano Luis Balbo è tornato a tracciare un bilancio del suo percorso all'ombra del Duomo. Intervenuto come ospite del podcast Vinotinto Radio, il classe 2006 ha spiegato senza troppi giri di parole le motivazioni tattiche e personali che lo hanno spinto a salutare la Fiorentina per iniziare un nuovo capitolo di carriera.

"Poche chance e l'etichetta delle giovanili: ecco perché sono partito"

Forte di un bagaglio accumulato tra Primavera e qualche apparizione nel calcio dei grandi, il difensore ha sottolineato l'esigenza di trovare un contesto capace di garantirgli spazio effettivo sul terreno di gioco e uno status differente:

Balbo

Bisogna correre dei rischi per raggiungere traguardi migliori, e quando si è presentata questa opportunità con lo Sturm Graz, ho pensato che fosse la cosa migliore che potesse capitarmi, perché avevo bisogno di giocare. Ho collezionato 10 presenze con la prima squadra della Fiorentina, ma non è la stessa cosa essere considerato un giocatore arrivato dalle giovanili rispetto ad arrivare in un altro club ed essere visto come un calciatore della rosa a tutti gli effetti.

L'orgoglio della maglia venezuelana

Oltre ai temi legati al club, il terzino si è soffermato con grande partecipazione emotiva sul proprio percorso con la Nazionale del Venezuela, obiettivo primario del suo percorso di crescita professionale:

Ogni volta che so di essere convocato, non vedo l'ora di vestire quella maglia. Far parte della Nazionale è un onore immenso. L'obiettivo che abbiamo in testa è molto chiaro, anche se sappiamo di avere ancora ampi margini di miglioramento. Nelle ultime uscite si è visto che la squadra gioca bene, ma ci sono ancora aspetti da perfezionare. Passo dopo passo, diventeremo sempre più forti.

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