Nella Giornata Mondiale del Primo Soccorso, Edoardo Bove lancia un messaggio social per spingere l'approvazione della Legge Bove
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In occasione della Giornata Mondiale del Primo Soccorso, Edoardo Bove torna a far sentire la propria voce su un tema che lo tocca da vicino. L'ex centrocampista della Fiorentina, oggi in forza al Watford, deve la vita proprio all'immediatezza e all'efficienza dei soccorsi ricevuti in campo al Franchi lo scorso 1° dicembre 2024, quando venne colto da un improvviso malore durante la sfida contro l'Inter. Un episodio drammatico trasformatosi in una missione di vita, che ha portato alla nascita del disegno di legge che porta proprio il suo nome.
Obiettivo 100mila studenti: la mission della "Legge Bove"
La "Legge Bove" nasce con lo scopo preciso di rafforzare la formazione al primo soccorso nelle scuole, nel mondo dello sport e tra i semplici cittadini, rendendo le manovre salvavita un bagaglio culturale accessibile a tutti. Un intervento normativo ritenuto fondamentale per prevenire tragedie e garantire un intervento tempestivo nei primi, decisivi minuti di un arresto cardiaco o di un'emergenza sanitaria.
Il messaggio: "Quanto vale una vita?"
Attraverso un toccante post pubblicato sui propri canali Instagram, il centrocampista romano ha voluto richiamare l'attenzione delle istituzioni e dell'opinione pubblica sull'urgenza di completare l'iter legislativo, sciorinando dati significativi: "Ogni anno in Italia, 65mila persone perdono la vita per ritardi nell'intervento di primo soccorso. Grazie alle associazioni di volontariato, 15mila studenti circa vengono formati alle manovre salvavita. Se fosse approvata la legge, il numero degli studenti formati passerebbe a 100mila. Quanto vale una vita?". Un interrogativo diretto e profondo che rinnova il suo impegno civile fuori dal rettangolo di gioco.
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