Edoardo Bove ha concesso una lunga intervista a la Repubblica sul tema inerente il primo soccorso: la sua esperienza e come salvare altre vite

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La storia di Edoardo Bove è diventata qualcosa di più di un dramma sportivo. L’arresto cardiaco che colpì l’ex centrocampista della Fiorentina durante Fiorentina-Inter, il 1° dicembre 2024, ha acceso i riflettori sull’importanza decisiva del primo soccorso e sulla necessità di diffondere una cultura dell’emergenza capace di intervenire nei primi, fondamentali secondi.

Da quell’episodio è nata la cosiddetta “legge Bove”, il disegno di legge promosso dal senatore Marco Lombardo per introdurre la formazione al primo soccorso nelle scuole. Un progetto che, nonostante la conclusione dell’iter in commissione parlamentare, resta però ancora bloccato: servono circa cinque milioni di euro e il Ministero dell’Economia e delle Finanze non ha ancora individuato le risorse necessarie per consentirne l’avvio.

Bove

Il provvedimento ha ridimensionato rispetto alle intenzioni iniziali alcuni dei suoi obiettivi, ma mantiene un principio centrale: rendere obbligatoria la formazione sul primo soccorso nelle scuole secondarie, inserendola nelle ore dedicate alla sicurezza sul lavoro e senza sottrarre spazio alle normali materie scolastiche. A questo si aggiunge la proposta di ridurre al 5% l’Iva sui defibrillatori, considerati strumenti fondamentali per intervenire tempestivamente in caso di arresto cardiaco.

Secondo i dati citati nel progetto, un intervento nei primissimi minuti può incidere in maniera determinante sull’esito dell’emergenza. A regime, la legge permetterebbe di formare circa 100 mila studenti ogni anno. Un salto enorme rispetto ai circa 15 mila ragazzi che attualmente ricevono una formazione di questo tipo grazie soprattutto all’attività delle associazioni di volontariato.

Bove: "Quanto vale una vita umana?"

Bove conosce sulla propria pelle il valore di una risposta immediata. Aveva 22 anni quando, durante Fiorentina-Inter, si accasciò improvvisamente sul terreno di gioco. Intorno a lui c’erano medici, soccorritori, un’ambulanza e un defibrillatore. In pochi minuti fu trasportato in ospedale.

"Ero nel posto giusto quando è successo", ha raccontato, ricordando come in circa undici minuti fosse già arrivato in ospedale. Una fortuna che non tutti possono avere.

Proprio per questo il calciatore ha scelto di trasformare quella esperienza in un impegno concreto. "Quanto vale una vita umana?", è la domanda con cui Bove affronta il tema delle risorse necessarie per finanziare la legge. Senza voler entrare nel terreno della polemica politica, l’ex viola considera frustrante il rischio che un lungo lavoro parlamentare possa rimanere fermo per una somma che, rapportata alle dimensioni del bilancio dello Stato, appare contenuta.

"Se fosse successo in un altro posto forse oggi non sarei qui", ha spiegato Bove, ricordando quanto sia stata decisiva la presenza di personale qualificato nel momento in cui il suo cuore si è fermato.

Per questo il suo impegno non si limita alla legge. Bove promuove corsi di primo soccorso e ha contribuito a diffondere questa cultura anche all’interno del centro sportivo della Boreale, società nella quale è coinvolto. Persino Paulo Dybala ha partecipato a un’attività dedicata alle manovre antisoffocamento per i neonati, in occasione della nascita della figlia.

"Uno prova a fare il massimo: non sai se in quel momento riuscirai a essere lucido e intervenire. Proprio per questo devi essere preparato" è il senso del messaggio di Bove.

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