STORIE VIOLA: 2008, rigori maledetti: il sogno Coppa Uefa svanisce sul più bello

STORIE VIOLA: 2008, rigori maledetti: il sogno Coppa Uefa svanisce sul più bello

I rigori condannano i viola contro i Rangers, dopo una cavalcata esaltante fino alle semifinali

di Pier F. Montalbano, @____MONTY____

Non sono molti i trofei in campo europeo alzati nel corso degli anni dalla Fiorentina. Una Coppa Grasshoppers, una Coppa delle Coppe, una Mitropa e una Coppa di Lega italo-inglese. Ricordi sbiaditi di cui i più giovani non hanno potuto gioire. Negli ultimi trent’anni la Fiorentina in Europa si è sicuramente distinta ma allo stesso tempo ha incamerato soprattutto scottanti delusioni che passano dalla finale di Coppa Uefa del ’90 (quella contro la Juve), passando per le semifinali contro il Barcellona (Coppa delle Coppe ’97) e Siviglia (Europa League 2015). Ma se c’è un’altra cavalcata europea svanita sul più bello, ad un passo dal sogno, che grida ancora vendetta è la Coppa Uefa del 2008.

Dopo Calciopoli ai viola fu impedito di giocare il preliminare di Champions conquistato sul campo e nella stagione successiva (quella del -19) il terzo posto divenne così sesto (con la penalizzazione “ridotta” a -15). Per la prima volta nell’era Della Valle la Fiorentina si trovava così a disputare una coppa europea e la squadra allenata da Cesare Prandelli regalò emozioni e sfiorò una finale che sembrava già cosa fatta. Il primo ostacolo fu il Groningen, eliminato soltanto ai calci di rigore grazie ad un super-Frey dopo il doppio 1-1 prima in terra olandese e poi al Franchi. Si aprirono così le porte della fase a gironi che i viola superarono brillantemente al secondo posto dietro al Villareal: pareggio 1-1 al Madrigal firmato Vieri e Capdevila nel match più impegnativo del raggruppamento, poi la goleada 6-1 all’Elfsborg (quella dell’unico gol viola di Di Carmine), il pareggio in casa dell’Aek Atene e la vittoria contro i cechi del Mlada Boreslav. Tutto secondo i piani di Prandelli, che può contare su un ispiratissimo Mutu e un redivivo Christian Vieri.

Nel frattempo in campionato la Fiorentina resta attaccata al quarto posto che significa Champions, ma l’Europe viene presa con il massimo impegno. Nella freddissima Trondheim i viola battono 1-0 il Rosenborg grazie ancora a Mutu, il ritorno al Franchi è una passeggiata di salute e agli ottavi c’è l’Everton di David Moyes: dopo il 2-0 dell’andata con reti di Kuzmanovic e Montolivo, Goodison Park è una bolgia e la Fiorentina centra la sfangata soltanto ai rigori dopo 120 minuti di immani sofferenze (ringraziamento speciale a San Frey). L’urna di Nyon non è nuovamente benevola, e ai quarti la Fiorentina pesca il Psv: l’1-1 al Franchi mette la qualificazione in salita, ma il 10 aprile il Phillips Stadion si inchina ad Adrian Mutu. 0-2 e viola in semifinale.

Suonano le cornamuse scozzesi, dopo 47 anni la Fiorentina torna ad Ibrox dopo la fantastica vittoria della Coppa delle Coppe del ’61, ma i catenacciarissimi Rangers non fanno passare uno spillo. 0-0 a Glasgow e 0-0 anche a Firenze dopo 120 minuti di assalto all’arma bianca. I tifosi sono però gasatissimi perché prima del match il tabellone recitava: Zenit-Bayern Monaco 4-0. I russi avevano eliminato nell’altra semifinale la grande favorita, il Bayern Monaco dell’ex Luca Toni e Frank Ribery e già qualcuno sognava di fare l’impresa nella finale di Old Trafford. Stavolta i rigori saranno fatali, Vieri e Liverani sbagliano e Nacho Novo mette fine alle speranze viola. L’appuntamento con la storia è di nuovo rinviato.

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