Paolo Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina e con lui anche le vecchie certezze
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Paolo Vanoli torna sulla panchina della Fiorentina e con lui anche tante domande su come il tecnico vorrà gestire una rosa che, nuovamente, non è stata costruita per lui. Sicuramente De Gea rimane un punto di riferimento per questa squadra con lo stesso Vanoli che, un anno fa, gli aveva affidato la fascia da capitano.
Reparto arretrato
La difesa invece sarà uno dei reparti che subirà maggiori cambiamenti. A destra tornerà Dodò, rimasto in viola dopo un'estate da partente. Nonostante il rinnovo del brasiliano sia complicato, per Vanoli rimane comunque una pedina fondamentale. Tornerà anche la coppia difensiva composta da Pongracic e Ranieri: i due conoscono bene le idee del nuovo-vecchio allenatore e potranno farsi portavoce anche per i compagni di squadra. La grande sorpresa però è a sinistra con Joao Mario che prende il posto di Valdepeñas. Per lo spagnolo non si tratta di una bocciatura, ma dopo tre sconfitte c'è bisogno di concretezza e lui avrà tutto il tempo di crescere.
Il centrocampo
Vanoli affida di nuovo le chiavi del centrocampo a Nicolò Fagioli, come successo già la passata stagione. Se il giocatore con Pioli non era convinto del ruolo da regista, con l'ex Torino le cose sono cambiate. Affianco a lui confermati Ndour e Atta, con Oulai ancora a mezzo servizio ma non è escluso di poterlo vedere assieme a Fagioli.Attacco
In attacco confermato Mastantuono a destra, mentre a sinistra l'idea è quella di una titolarità di Goncalves. Tuttavia, il portoghese è ancora indietro di condizione, per questo per il momento Njie parte più avanti. Ma quando Gonçalves sarà pronto, Vanoli utilizzerà lo svedese come jolly dalla panchina per spaccare le partite. Il tutto a sostegno di Beto, considerato da Vanoli l'omologo di quel che era Duvan Zapata per il suo Torino.Scarica la nuova app Viola News
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