Il commento di Bernardo Brovarone prima di Venezia-Fiorentina: la seconda avventura di Vanoli e la sua visione di futuro
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Bernardo Brovarone è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il momento delicato della Fiorentina, soffermandosi sulle difficoltà di questo avvio di stagione, sulla prossima sfida contro il Venezia e sulle strategie societarie.
L'analisi del momento e la trasferta di Venezia
Brovarone ha evidenziato la necessità di ritrovare equilibrio e prudenza nell'ambiente attorno alla squadra:
Negli ultimi dieci giorni è andata in scena la sagra del non equilibrio a Firenze e attorno alla Fiorentina. Ho visto, ascoltato e letto delle cose che, francamente, meriterebbero un po' di misura, soprattutto tra quello che si sostiene prima e dopo, senza farsi travolgere sempre dall'onda dell'attualità. Questo non significa non essere critici, perché non esserlo ora con la Fiorentina è impossibile, ma ci sono tanti modi per farlo. Io sono crudo e racconto la mia esperienza.
In vista del match contro il Venezia, Brovarone ha invitato a non sottovalutare l'avversario:
Il Venezia lavora in silenzio, sta portando avanti un progetto vero, di grande spessore e con strutture meravigliose, sostenuto da una proprietà americana ricca e solida. Hanno fatto diciotto acquisti, spendendo bene. È una squadra che in casa gioca a un ritmo altissimo e ha un centrocampo forte, con giocatori intelligenti come Busio.
La tenuta del gruppo e le prospettive di mercato
Sulla condizione della rosa, Brovarone ha sottolineato:
Mi è stato assicurato che la squadra è allenabile dal punto di vista atletico e fisico, e che può lavorare tranquillamente. Il lavoro estivo è stato fatto. Quando una squadra è in difficoltà sulle distanze e non gioca di reparto, sembra che non abbia voglia di correre perché i calciatori non sanno come muoversi, finendo per deprimersi rapidamente.
In conclusione, l'analisi si è spostata sulle mosse della dirigenza e sulla visione di lungo periodo:
Paratici ha avuto un atteggiamento rivoluzionario, come è nelle sue corde, ma i giocatori inseriti sono di grande prospettiva. Il mercato intrapreso è rischioso, ma sono convinto che la strada sia quella giusta. Il giorno in cui la Fiorentina deciderà di rinunciare a un paio di calciatori per pagare l'ingaggio potente di un allenatore esperto, di prima fascia e abituato alle grandi piazze, sarà il momento in cui cambierà tutto. Alla Fiorentina servirebbe la figura che è stata Eriksson ai miei tempi. Il modello di riferimento può essere il percorso fatto dal Napoli nel tempo: con un grande tecnico in panchina si compirebbe finalmente il definitivo salto di qualità.
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