Fagioli torna in Nazionale e si prepara alla sfida contro la Francia di Zidane. Tra maturità, Fiorentina e il sogno del Mondiale
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Tre anni fa, quando indossava ancora la maglia della Juventus, Nicolò Fagioli decise di cambiare numero: abbandonò il 44 per scegliere il 21. Una cifra tutt’altro che casuale, visto che in precedenza era stata portata da giocatori come Andrea Pirlo, Paulo Dybala e Gonzalo Higuain e, soprattutto, da Zinedine Zidane tra il 1996 e il 2001. Proprio al fuoriclasse francese il centrocampista classe 2001 era stato accostato per la qualità mostrata in alcune giocate.
Oggi Zidane è alla guida della Francia, che domani a Parigi affronterà l’Italia nel prestigioso scenario dello Stade de France. Per Fagioli sarà una partita dal sapore particolare: cresciuto ammirando il campione francese, pur prendendo ispirazione anche da un altro grande centrocampista come Luka Modric, il giocatore si è rilanciato a Firenze ed è tornato a vestire la maglia della Nazionale dopo due anni di assenza. Affrontare Zidane e una Francia ricca di campioni rappresenta per lui un’emozione difficile da descrivere, oltre che una sfida importante per tutto il gruppo azzurro. Come ha spiegato a Rai Sport, partite di questo livello permettono di misurarsi con avversari di grande valore e spingono ogni giocatore a dimostrare di poter essere superiore al diretto concorrente.
Resta ancora da capire se Fagioli verrà confermato nell’undici titolare dopo la convincente prestazione dell’altra sera a Bursa oppure se il commissario tecnico Roberto Mancini deciderà di cambiare qualche elemento, anche pensando alla successiva sfida contro la Turchia, in programma lunedì a Bologna.
In ogni caso, il centrocampista ha dimostrato di poter rappresentare una risorsa importante sia per il presente sia per il futuro della Nazionale. Arrivato alla Fiorentina nel febbraio 2025 e legatosi al club viola per quattro anni, Fagioli ha ritrovato continuità e fiducia.La convocazione in azzurro non era scontata. Il giocatore ha ammesso di non aspettarsela, pur avendoci sperato molto. E adesso guarda ancora più avanti: partecipare al Mondiale con l’Italia resta il suo obiettivo più grande.
Roberto Mancini, del resto, conosce bene Fagioli. Fu proprio lui a farlo debuttare con la Nazionale maggiore il 16 novembre 2022, quando aveva 21 anni e nove mesi, nella vittoria per 3-1 in Albania. Da quel momento, però, il centrocampista ha collezionato soltanto otto presenze con l’Italia, anche a causa dei sette mesi di stop legati all’inchiesta sul calcio scommesse. Quella vicenda appartiene ormai al passato e Fagioli preferisce concentrarsi su ciò che lo attende. Il centrocampista sente di essere cresciuto molto: le esperienze vissute lo hanno reso più maturo, più sicuro di sé e più deciso in determinate situazioni. Allo stesso tempo, non rinnega la propria sensibilità, che considera una caratteristica importante del suo modo di essere. È consapevole di aver dovuto migliorare sotto diversi aspetti e oggi si sente fiducioso nelle proprie possibilità.
Lunedì si è parlato anche delle conseguenze della sconfitta contro il Belgio e delle critiche ricevute dal debuttante Romano. Fagioli ha preso le difese del compagno, sottolineando come sui social i giudizi possano diventare molto duri anche dopo pochissimo tempo. A suo avviso, Romano ha avuto semplicemente la sfortuna di essere coinvolto nell’azione del gol belga. Il centrocampista viola conosce bene il peso delle critiche e, proprio per questo, ha invitato il giovane compagno a non preoccuparsi troppo. Lo considera un calciatore forte e un bravo ragazzo, ricordando inoltre che l’intera squadra è al suo fianco. Per Fagioli è importante imparare a gestire ciò che accade fuori dal campo senza attribuirgli un peso eccessivo.
Sul terreno di gioco, invece, non ci sono scorciatoie. Fagioli ha spiegato di trovarsi particolarmente a suo agio in una squadra che vuole controllare il pallone e dominare il gioco. È questo il tipo di calcio che gli permette di esprimere al meglio le proprie qualità tecniche. Mancini, inoltre, ha chiesto fin dall’inizio alla squadra di provare a comandare le partite attraverso il possesso, mantenendo i reparti stretti, vicini e compatti. Indicazioni che si sposano bene con le caratteristiche di Fagioli.
Adesso, però, l’attenzione è tutta rivolta alla Francia. E per il centrocampista azzurro la sfida assume un significato ancora più particolare: dall’altra parte ci sarà proprio Zidane, il campione che aveva contribuito a rendere speciale quel numero 21 scelto anni fa alla Juventus.
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