Il centrocampista sembrava una pedina sacrificabile a fine mercato, poi l’esonero di Grosso e il ritorno di Vanoli hanno cambiato tutto
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Un mese fa Nicolò Fagioli viveva gli ultimi giorni di mercato con il timore di poter lasciare la Fiorentina. Oggi, invece, è tornato al centro del progetto viola e ha riconquistato anche la Nazionale. A cambiare completamente lo scenario è stato il ritorno di Paolo Vanoli, allenatore con cui il centrocampista aveva già costruito un rapporto importante nella passata stagione.
Con Grosso il feeling non era mai decollato e, in caso di un’offerta congrua, il club avrebbe preso in considerazione la sua cessione. L’arrivo di Vanoli ha però cancellato queste prospettive e restituito a Fagioli le chiavi del centrocampo.
Le risposte sono arrivate immediatamente. A Venezia e poi contro il Napoli, Fagioli ha offerto due prestazioni di grande livello, distinguendosi per qualità e continuità in entrambe le fasi. Contro i partenopei ha completato 56 passaggi su 67, con l’84% di precisione, e ha chiuso la partita stremato, lasciando emergere anche il peso emotivo di un periodo complicato ormai alle spalle.
“Vanoli per me è stato determinante già lo scorso anno”, aveva raccontato Fagioli, spiegando quanto il tecnico lo abbia motivato a esprimere il proprio potenziale. Il nuovo corso gli ha permesso così di tornare anche in Nazionale, dove Roberto Mancini lo sta provando nel ruolo di mezzala in un 4-3-3 basato sul possesso e sulla qualità.
La concorrenza è elevata, ma Fagioli vuole ritagliarsi spazio nelle prossime gare di Nations League. Le sue prestazioni in azzurro potrebbero inoltre offrire indicazioni interessanti a Vanoli in vista della ripresa del campionato.
Resta soprattutto da capire se il tecnico deciderà di sperimentare la convivenza tra Fagioli e Oulai. I due hanno caratteristiche differenti, ma entrambi possono agire da registi. Un’opzione che né Grosso né Vanoli hanno finora concretamente sviluppato e che potrebbe rappresentare una delle chiavi tattiche della Fiorentina.
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