Il project financing viola prevede una società sportiva e una commerciale. Palazzo Vecchio chiede garanzie sui bilanci e la condivisione degli extra profitti
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La proposta di project financing presentata dalla Fiorentina per la gestione del Franchi prevede un modello organizzativo articolato su due società distinte, sul modello americano: una “Team co.”, dedicata all’attività sportiva, e una “Stad co.”, che si occuperebbe invece degli aspetti commerciali legati all’impianto.
Si tratta di una soluzione consentita dalle norme italiane, ma piuttosto rara nella gestione degli stadi. Una struttura che, nei mesi scorsi, ha alimentato il confronto tra il club viola e il Comune di Firenze, soprattutto sul piano legale e finanziario.
Il nodo dei ricavi
Il punto più delicato riguarda la distribuzione dei ricavi generati dal Franchi. La società commerciale gestirebbe l’impianto, pagando un affitto alla società sportiva, che dovrebbe essere quella titolare della concessione ufficiale. Una doppia struttura che impone a Palazzo Vecchio adeguati strumenti di verifica per evitare il rischio di "società schermo".
In particolare, gli extra profitti, cioè i ricavi superiori a quelli stimati nel Piano economico-finanziario del project financing, dovranno essere divisi a metà tra Fiorentina e Comune, secondo il meccanismo del profit sharing. La prescrizione riguarda gli introiti derivanti da sky box, spazi commerciali, concerti, auditorium e ristoranti. Per garantire il rispetto dell’accordo, l’amministrazione comunale chiede strumenti di controllo sui bilanci di entrambe le società e la piena disponibilità dei dati economici da parte della Fiorentina.
Dai naming rights ai ristoranti di lusso
Le stime inserite nel piano viola non sono note nel dettaglio, ma, secondo quanto riferito da Repubblica, si parla di almeno 5-10 milioni di euro all’anno, considerando diverse fonti di entrata oltre a biglietti e diritti televisivi. I calcoli terrebbero conto di 29 partite casalinghe a stagione, tra campionato e coppe.
Tra le opportunità commerciali figura il naming dello stadio, con la possibilità di associare il nome di uno sponsor all’impianto, come già avviene in altri stadi italiani e internazionali. A questo si aggiungono sky box, negozi e ristoranti, anche di fascia alta.
Un’indicazione delle ambizioni del club arriva dagli investimenti previsti per gli allestimenti di queste aree: 47 milioni di euro, contro una stima comunale pari alla metà. Un progetto che punta anche sui concerti estivi, per i quali Palazzo Vecchio richiede la disponibilità dello stadio per 20 giorni all’anno. Lo scrive Repubblica.
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