Fossi Vanoli, che questa squadra non l’ha costruita ma se l’è trovata, tornerei a un calcio più basico, pane e salame se volete
Fiorentina, ci hai tolto anche la rabbia... Il prossimo allenatore dovrà essere un top
Gli allarmi sono suonati tutti, ma proprio tutti, ora vanno semplicemente ascoltati e analizzati. La Fiorentina ha un difetto enorme, non sa difendere (diciassette gol subiti), ma fa pure fatica a segnare (appena sette gol). Morale? Non ha niente della squadra vera.
Non ha equilibrio, non sa stare in campo, non legge le situazioni. E non fatevi ingannare da alcune azioni piacevoli e da diverse occasioni costruite con il Como, ci mancherebbe altro che non si vedessero neppure quelle con una squadra votata all’attacco, piena di talento, tecnica e velocità. Quasi Zemaniana nella filosofia. Il problema è che sono situazioni effimere, fuochi d’artificio che si spengono in fretta. Aiutate anche da un calcio che il Como gioca così, con allegria, consapevole della sua forza qualcosa in difesa lascia. A volte anche troppo. Infatti a Frosinone ha perso. Dunque?
Con soli quattro punti, penultima in classifica e un calendario difficilissimo, la Fiorentina non può continuare a giocare così. Per una squadra piena di attaccanti che non hanno la testa per difendere e quando ci provano lo fanno male, con centrocampisti fragili e difensori di livello medio-basso, senza il pressing e la capacità di stare compatti, il 4-2-3-1 visto domenica, ma anche in altre occasioni, è un modulo che dovrebbe essere proibito. E s’è visto.
A parte i gol su palla inattiva (altro difetto), la Fiorentina ha subito perdendo palla in attacco o in mezzo al campo, si è aperta a contropiedi micidiali. E poi Nico Paz è saltato di testa indisturbato su un cross dalla sinistra che Valle ha calciato da solo, senza la minima opposizione dei viola. Ma potrei citare altri esempi. Capisco Vanoli, ha in testa un certo tipo di calcio, pensava di non dover più fare un altro campionato in trincea, ma oggi la realtà dice altro. E alla realtà bisogna adattarsi, magari per costruire un futuro diverso con il tempo e il lavoro. Questa è una squadra giovane e fragile, senza giocatori d’esperienza ed elementi carismatici nello spogliatoio e lo abbiamo già detto tante volte. Non è pronta per giocare un calcio affascinante, ma difficile e rischioso come quello sul quale lavora il tecnico. Ha tanti giocatori non definitivi come Njie o Gnonto. Campioni in pectore, ma con tanti difetti come Mastantuono. E non vado oltre, mi ripeterei.
E allora? Mi fa paura pensare al mezzogiorno di domenica prossima a San Siro contro l’Inter, tanto per dirne una. Fossi Vanoli, che questa squadra non l’ha costruita ma se l’è trovata, tornerei a un calcio più basico, pane e salame se volete, per dare solidità, coprire meglio gli spazi, per cercare di irrobustire la classifica, per provare a uscire dalle sabbie mobili. Non basta dire che la classifica non va guardata, i giocatori la guardano e si impauriscono.
Fra l’altro, e lo dico per rinfrescare la memoria, questa squadra è caratterialmente più fragile di quella dell’anno scorso che ha fatto della salvezza un’impresa. Gente come Mandragora o Gosens pesava. Uno come Kean ti ha portato punti importanti, ripenso alla rete contro la Cremonese a gennaio. Senza quel gol allo scadere, senza quella vittoria fondamentale, probabilmente sarebbe stata serie B. L’unico riferimento rimasto è il capitano De Gea, ma ha un anno in più e anche lui sta diventando un problema.
Al di là degli errori non banali, è un portiere che non esce mai, non ti sbroglia le situazioni, non riempie l’area e il calcio sa di quanto avrebbe bisogno questa Fiorentina gracile, di uno capace di uscire di pugno nelle mischie, che sappia far paura sulle palle inattive. Ecco perché ripensare a un bel 4-4-1-1 con due robuste catene sugli esterni, a destra Dodò-Jimenez, a sinistra Viery-Valdepenas, magari Goncalves (o Mastantuono) dietro una punta, si potrebbero occupare meglio gli spazi. I giovani talenti possono comunque essere poi utili per cambiare passo. Ma anche il classico 3-5-2 non lo guarderei con sospetto.
Se poi Vanoli preferisce continuare così, almeno tornerei al 4-3-3 con un uomo in più in mezzo al campo che in attesa di Atta e della crescita di Oulai (per il tecnico non è pronto), potrebbe essere Brescianini con la sua fisicità. C’è bisogno di muscoli, c’è bisogno di gente che metta cattiveria. Di questo s’è dimenticato Paratici quando ha costruito la squadra, ma non solo di questo. Nelle società succedono certe cose quando non ci sono un presidente o un direttore generale che sanno di calcio. Chi poteva contestare questa estate a Paratici alcune operazioni azzardate, i troppi giocatori non pronti? Nessuno. L’uomo solo al comando va bene soltanto nelle corse ciclistiche. E non riparlate dell’anno di transizione, avete notato la reazione dei tifosi?
Cambiando tema, domenica l’arbitro ha fatto peggio della Fiorentina. Il gol di Liberali era da annullare. L’ho detto a caldo, immediatamente, su Radio Bruno. L’ho ribadito su Italia7, su Tmw e su diversi altri media che mi hanno interpellato. Vale però l’onestà intellettuale di Vanoli: “Non abbiamo perso per quello". Se fossi la società non avrei sbandierato ai quattro venti la protesta fatta alla Lega, l’avrei fatta senza farlo sapere in giro. Capisco che è un modo per deviare l’attenzione da un disastro, ma in questo modo si danno soltanto alibi ai giocatori: se hanno perso non è colpa dell’arbitro, ma solo loro.
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