I retroscena della rottura tra Grosso e Paratici, la scelta di Commisso e i dettagli del nuovo contratto di Vanoli

Fagioli Nereo Rocco

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Un weekend lungo, convulso e pieno di colpi di scena ha portato all'ennesimo ribaltone in casa Fiorentina: via Fabio Grosso dopo appena tre mesi e tre sconfitte consecutive (peggior avvio della storia viola dal 1935 ad oggi), panchina nuovamente affidata a Paolo Vanoli. Come riporta La Repubblica, la decisione è maturata al termine di ore frenetiche segnate da fortissime tensioni interne.

Dalla finta tregua allo scontro: i motivi della rottura

Subito dopo la pesante sconfitta interna col Torino e la contestazione del Franchi, Grosso non aveva rassegnato le dimissioni ma aveva già espresso profondi dubbi sul proseguimento dell'avventura. Inizialmente Paratici aveva preso tempo, ipotizzando di concedergli fiducia fino alla sosta (attraverso le gare con Venezia, Pisa in Coppa Italia e Napoli). Tuttavia, la mancanza di una difesa pubblica del tecnico davanti ai microfoni aveva già fatto scattare l'allarme.

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La situazione è poi precipitata nella giornata di domenica. Nel nuovo confronto con Paratici, Grosso ha continuato a sentirsi più un problema che una soluzione per la squadra. A deteriorare i rapporti sono state le continue frizioni sul mercato e sulla gestione del precampionato: l'ormai ex allenatore non aveva mai digerito la cessione di Kean, la mancanza di un doppione a centrocampo e la carenza di uomini di personalità nel gruppo. Dal canto suo, il ds Paratici non ha gradito questo atteggiamento, oltre alle evidenti carenze tattiche difensive e all'assenza di un'identità di gioco.

L'ok di Commisso e l'ingaggio di Vanoli

A spingere per il cambio immediato è stato anche il presidente Giuseppe Commisso, fortemente deluso dal KO col Torino e dal clima di negatività venutosi a creare dopo gli ingenti investimenti estivi. Attorno alla mezzanotte è arrivato il comunicato ufficiale dell'esonero.

Nel frattempo, Paratici aveva già sondato ed ottenuto la disponibilità di Paolo Vanoli, unico profilo individuato per risollevare l'ambiente. Tornato al Viola Park ieri mattina in camicia bianca e zaino in spalla, il tecnico lombardo ha strappato condizioni contrattuali decisamente migliori rispetto al passato: un biennale da 1,2 milioni a salire con opzione sul terzo anno, a testimonianza di un progetto che punta a dare stabilità e continuità per uscire subito dalla crisi.

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