"Sabato sera, per la grande festa al Franchi, come rappresentante di un giornalismo paleolitico mi aspettavo tutta un’altra storia. Mi aspettavo la storia"
VN&TN - Fiorentina-Torino, cosa va e cosa no: l'intervista doppia
Alberto Polverosi critica l'organizzazione del giorno del centenario da parte della Fiorentina. Un estratto delle sue parole al Corriere dello Sport:
Sono terminati i festeggiamenti ufficiali per i cento anni della Fiorentina. Per metà del suo secolo di vita l’ho seguita per lavoro e ora, alla mia età, posso confessare di essermi affezionato a tre squadre, tre gruppi di uomini e tre allenatori. La prima è stata la Fiorentina di Giancarlo De Sisti, poi la Viola di Claudio Ranieri e infine la “gigliata” di Cesare Prandelli. Ce n’è una quarta, che appartiene a un’altra dimensione, è la Fiorentina di Alberto Cavasin, quella della C2. Sabato sera, per la grande festa al Franchi, come rappresentante di un giornalismo paleolitico mi aspettavo tutta un’altra storia. Mi aspettavo la storia. Il ritorno dei viola del passato è stato organizzato nel giorno sbagliato. Dopo una partita, mai. Perché non sai quello che può succedere e se poi succede che ne prendi tre da una neopromossa la festa si rovina da sola. (...) Si va da De Sisti, Merlo e Chiarugi, il trio del secondo scudetto, ai ragazzi di Picchio con Bertoni, Galbiati e Galli, a quelli di Prandelli, con Ujfalusi, Mutu, Gilardino e Toni, passando per quelli di Ranieri con Batistuta, Rui Costa e Cois. Se loro sono emozionati, in tribuna di più. Li ho visti tutti, in campo o in panchina, ora ascolterò i loro saluti, i loro racconti. Illuso. Perché al posto delle loro emozioni parte la musica rock a tutto volume. (...) Finalmente il microfono passa a due grandi protagonisti, Rui Costa e Batistuta. Rui è davvero emozionato, i fiorentini lo amano ancora. Parla Bati e il Franchi intona il coro: “Mi innamoro solo se vedo segnar Batistuta, correre alla bandierina, bomber della Fiorentina”. Dai, mi dico, ora ci siamo, ora anche gli altri ci raccontano le loro storie. Ancora illuso. Li salutano e quei ragazzi se ne vanno. Ma come, hanno chiamato Bertoni dall’Argentina e al puntero non hanno fatto dire una parola, Terim è arrivato da Istanbul, Mutu dalla Romania, e De Sisti, oh, ragazzi, De Sisti, capitano del secondo scudetto, allenatore del terzo scudetto (come lo considerano a Firenze), nella Fiorentina del Centenario solo due posti sono storicamente assegnati, quello di Picchio e quello di Antognoni. Ha 83 anni, è arrivato da Roma, non gli hanno fatto dire niente. E Ranieri con le sue coppe e Prandelli con le sue Champions. Tutti zitti, deve parlare Joseph Commisso. Lo stadio ormai è quasi vuoto. I veri e unici protagonisti sono già a letto.
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