Il grandissimo regista riconosce le qualità (anche morali) del giocatore della Fiorentina
Su La Gazzetta dello Sport leggiamo una bella intervista ad Andrea Pirlo. Argomento sono i giovani nel calcio di oggi. Ecco le sue opinioni:
Ora, in grande, il calcio. Che differenze ci sono tra gli spogliatoi del 1995 e quelli del 2016?
«Tantissime. Una volta, in prima squadra, avevi paura a parlare e stavi in un angolo. Era una dittatura degli anziani. Ti presentavi con l’orecchino, te lo toglievano. Ti facevi crescere i capelli, te li tagliavano».
Adesso?
«Adesso un ragazzo viene a fare un allenamento con la prima squadra e pensa di essere arrivato. La cosa più importante è mettersi lì a fare le foto».
Quindi non ci sono più ragazzi seri, professionali?
«Certo che ci sono. Rugani, ad esempio. Anche Bernardeschi mi sembra un ragazzo serio, ma lo conosco meno».
È troppo complicato, partendo magari da Rugani, fare la formazione dell’Italia del 2020?
«Sì, complicato. Però potrebbero esserci lui, Romagnoli, Berardi, Bernardeschi, De Sciglio, Verratti».
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