L’equilibrio tattico resta centrale, anche per l’inserimento di Pedro Goncalves
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Paolo Vanoli cerca il riscatto contro il Como dopo la sconfitta di Genova, vissuta con grande amarezza: «Sto di m.... quando perdo. Sto veramente di m....». Il tecnico ribadisce la fiducia nella squadra e il senso di responsabilità verso Firenze: «Non chiedo pazienza, ma equilibrio. Ho scelto di venire qui per costruire qualcosa». La giovane età del gruppo non deve diventare un alibi: a Marassi, secondo l’allenatore, la Fiorentina poteva anche vincere, ma ha sbagliato la gestione dei primi venti minuti. Pur apprezzando la capacità di reagire, Vanoli ricorda che non sempre è possibile recuperare quanto compromesso in avvio.
L’equilibrio tattico resta centrale, anche per l’inserimento di Pedro Goncalves, che ha bisogno di tempo per ritrovare la condizione: «Il talento fine a se stesso non serve», sottolinea Vanoli, spiegando che schierare tanti giocatori di qualità richiede adeguata copertura difensiva. Potrebbe quindi trovare spazio Brescianini: «Marco per me è un titolare, conto molto su di lui». In attacco resta aperto il confronto tra Pellegrino e Beto, che offrono soluzioni diverse e potrebbero anche giocare insieme durante alcune fasi della partita. Con una sola gara a settimana, però, le gerarchie diventeranno progressivamente più definite.
Sul fronte delle disponibilità, Atta resta fuori, Ranieri va valutato per un problema al piede e Mastantuono sarà a disposizione dopo l’intervento alla mano. Vanoli elogia il Como di Fabregas, ma concentra l’attenzione soprattutto sulle fragilità della Fiorentina: «Ho analizzato i 14 gol subiti: dieci sono arrivati con la squadra schierata. Non va bene, siamo stati troppo passivi». Servono dunque maggiore maturità, lavoro e un cambio di mentalità per accompagnare la costruzione della squadra con risultati immediati. Lo scrive la Nazione.
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