L'analisi della sfida tra la Fiorentina di Vanoli e la Juventus di Spalletti. Il tecnico viola cerca risposte concrete dopo le amarezze con Como e Inter

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Ci sono partite che valicano il valore dei semplici tre punti in palio, e la sfida di domenica contro la Juventus di Spalletti rientra a pieno titolo in questa categoria. Per Paolo Vanoli rappresenta la grande opportunità di dare un segnale forte dopo i bocconi amari ingeriti negli scontri contro le squadre di prima fascia. Il tecnico varesino affronta l'impegno forte dei precedenti dello scorso campionato, quando ottenne un 1-1 al 'Franchi' e uno storico successo per 2-0 all'Allianz Stadium il 17 maggio, partite nelle quali la Fiorentina aveva evidenziato grande personalità. Rispetto alle gare con Como e Inter, dove la squadra ha pagato a caro prezzo la mancanza di equilibrio e la gestione dei momenti di pressione, stavolta servirà concretezza pura.

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I dettagli tattici: difesa a 4 e raddoppi sulle corsie

La chiave del lavoro di Vanoli per arginare i bianconeri risiede nella ricerca del perfetto bilanciamento difensivo. Con la linea a 4 confermata come punto fermo, il centrocampo sarà chiamato a fare un grande lavoro di filtro per accorciare gli spazi ed evitare che la Juventus trovi facili linee di passaggio centrali. Un'attenzione massima verrà riservata al contenimento sulle corsie esterne: la ricetta prevede raddoppi sistematici per scortare le iniziative avversarie verso zone meno pericolose, senza concedere superiorità numerica. Difendersi bene, tuttavia, non vorrà dire rinunciare ad attaccare: per far male a Spalletti serviranno verticalizzazioni rapide, ripartenze veloci e la capacità di sapersi infilare negli spazi vuoti.

Il potenziale offensivo e la variabile Pedro Goncalves

Nel reparto avanzato, le certezze sono rappresentate dalla qualità e dall'uno contro uno di Mastantuono e Njie sugli esterni, armi fondamentali per creare la superiorità numerica e scardinare l'assetto bianconero. Sullo sfondo resta poi la preziosa variabile legata a Pedro Goncalves, grande protagonista con i suoi spunti nella recente rimonta contro il Sassuolo. Che venga impiegato da mezzala nel 4-3-3 oppure da trequartista puro in un eventuale 4-2-3-1, il portoghese assicura imprevedibilità e tasso tecnico negli ultimi metri. Resta ora da capire se questa formula possa reggere contro un'avversaria di primissimo livello e se la Fiorentina sia davvero pronta a compiere il definitivo salto di qualità. Lo riporta La Nazione.

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