L'ex tecnico della Fiorentina torna sulla querelle estiva: "Sapevo da mesi di Sousa. Torno al Franchi con curiosità, a Firenze ho moli amici". Poi parla anche di Borja, Rossi, Gomez e Babacar

Montella a La Republica

Infine, Montella, ha parlato anche ai microfoni de' La Repubblica: "Le mie parole sul 'ciclo finito'? Lo era, perché per quello che avevamo fatto e per i limiti del fair play finanziario non si poteva fare di più. Secondo me con le stesse risorse difficilmente si poteva fare meglio".

E su quelle riguardanti la 'dimensione di Firenze': "Eravamo stati eliminati dal Siviglia e io avevo due possibilità: difendere me stesso, o difendere i giocatori e di conseguenza la società. Scelsi di difendere i giocatori, che poi misero insieme cinque vittorie consecutive e portarono la Fiorentina in Europa League. Sono convinto di aver fatto la scelta giusta, di sbagliato ci fu solo la strategia comunicativa della società".

Spazio anche a due singoli come Rossi e Babacar: "Pepito non tornerà mai al cento per cento, ma è un campione anche all’ottanta per cento, mentre Babacar ha grande talento ma a volte si assenta. Spero che domenica non si ricordi quello che gli ho insegnato".

"Fiorentina ancora in lotta per il terzo posto? Se la gioca, senza le coppe è più facile. Proprio a Firenze ho imparato che più vai avanti in coppa e più quelle partite pesano perché affronti avversari di alto livello".

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