Fagioli e Oulai e la voglia di un centrocampo per produrre bel calcio: dall'idea si riuscirà a passare ai fatti?

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Fagioli e Oulai sono compatibili o alternativi l’uno all’altro? È questo uno dei nodi che le prime quattro amichevoli non hanno ancora sciolto. La nuova Fiorentina vuole consolidarsi come squadra in grado di fare un bel calcio, ma l’estetica non può prescindere da parole chiave come equilibrio e affinità.

Dalle parole ai fatti

Al termine della gara con il Real Madrid, Grosso ha detto: «Se Oulai non avesse preso una botta li avrei fatti giocare anche insieme: la squadra ha bisogno di equilibrio ma vederli insieme non è un azzardo. A me piacciono i giocatori di qualità». Ad oggi però il tassametro dei minuti condivisi recita appena 15, con il Gubbio; dopodiché Oulai e Fagioli sono sempre stati inseriti in una staffetta. La curiosità è così tutta rivolta verso l’amichevole con il Deportivo A Coruña di giovedì. Trovare una soluzione definitiva non sarà semplice, alla luce della centralità di Atta ma anche della rilevanza tattica di Mandragora e Ndour. I posti da occupare non sono banali, su tutti quello di vertice basso nel centrocampo a tre, una posizione che nelle preferenze e nello storico di Grosso ha sempre visto giocatori con altre caratteristiche — nella rosa di oggi parzialmente replicabili dal solo Mandragora — come Mazzitelli a Frosinone e Matic a Sassuolo.
Oulai Fagioli Atta

Le loro caratteristiche

Da un lato infatti Oulai sta mostrando di partita in partita le potenzialità da box-to-box: anche con il Real, spostandosi per lo più sul centro-sinistra, ha accompagnato l’azione senza timore del pressing avversario, con 14 passaggi su 29 nella metà campo offensiva e 4 falli subiti; la generosità, l’istinto e la propensione ai contrasti mostrati in fase difensiva fanno di N’Golo Kanté la stella polare per l’evoluzione del classe 2006. Dall’altro Fagioli, autore dell’assist per il 2-2 di Kean, ha dimostrato maggior ordine tattico lo scorso anno da play, con Ndour e Mandragora ai lati; dalla sua ha un passato da mezzala di possesso, ma con Oulai, che da regista appare a oggi troppo spesso attratto dall’uomo in marcatura, la fase difensiva potrebbe risentirne e così gli equilibri della squadra.

In fase di costruzione i due hanno fin qui dimostrato di avere bisogno di tenere il pallone tra i piedi per emergere: basti pensare che nel 2025/26 Oulai e Fagioli hanno prodotto numeri incredibilmente identici (64 tocchi, 45 passaggi precisi e il 90% di accuratezza a partita), con l’ivoriano che si è fatto preferire sui recuperi (5 contro 4,4) e sui palloni persi (9,1 contro 9,8): per vederli insieme, insomma, un compromesso sarà necessario.

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