Pellegrino e Beto non ingranano
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La Fiorentina deve risolvere non soltanto i problemi difensivi, con 21 gol subiti in nove giornate, ma anche la scarsa produttività dei centravanti scelti per sostituire Kean. Pellegrino ha segnato appena due reti in campionato, contro Torino e Venezia, e l’ultima risale all’unica vittoria viola, circa cinquanta giorni fa. Beto è invece ancora a secco e appare lontano dalla migliore condizione atletica, con difficoltà anche nel trovare sicurezza e una posizione all’interno del gruppo.
Il contributo insufficiente delle due punte ha pesato sui risultati, rendendo necessario un cambio di passo immediato. Il problema non riguarda l’impegno o la disponibilità a seguire le indicazioni di Vanoli, ma l’inserimento nel gioco della squadra e la poca concretezza davanti alla porta. Pellegrino fatica a incidere, mentre Beto continua a incontrare ostacoli fisici e psicologici, tanto da spingere l’allenatore a dichiarare: «Devo fare lo psicologo con lui».
La partita contro l’Atalanta evidenzia però una difficoltà collettiva nella finalizzazione: la Fiorentina ha tentato 26 conclusioni, dodici dall’interno dell’area e quattordici da fuori, centrando lo specchio soltanto quattro volte e producendo 1,64 gol attesi. I bergamaschi, invece, hanno indirizzato verso la porta cinque dei loro dieci tiri. Numeri che confermano quanto serva maggiore precisione all’intero reparto offensivo, senza attribuire tutte le responsabilità ai soli centravanti. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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