La Fiorentina parte con personalità, cercando soprattutto l’asse Jimenez-Mastantuono a destra e Joao Mario, schierato terzino, a sinistra
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Il 2-2 tra Fiorentina e Atalanta è un risultato giusto, maturato in una partita giocata a strappi, nella quale pregi ed errori si sono sostanzialmente equivalenti. I viola confermano la difficoltà a gestire i momenti negativi: costruiscono qualcosa di buono, ma quando non riescono a concretizzare perdono sicurezza e concedono occasioni troppo facilmente. Il vantaggio bergamasco, la rimonta della Fiorentina e il successivo pareggio nerazzurro nascono anche dai rispettivi cali, lasciando a entrambi gli allenatori diversi problemi da correggere per risalire la classifica.
La Fiorentina parte con personalità, cercando soprattutto l’asse Jimenez-Mastantuono a destra e Joao Mario, schierato terzino, a sinistra. Pellegrino calcia fuori al 5’, Carnesecchi respinge Mastantuono al 14’ e Fagioli conclude alto un minuto dopo. L’Atalanta, già rimaneggiata e costretta a perdere anche Kristensen dopo appena due minuti, si riorganizza grazie alla regia di Gaetano e alle iniziative di Zappacosta e Zalewski. Dopo altri tentativi viola con Pellegrino e Ndour, al 41’ Gaetano recupera palla nel contrasto con Fagioli: De Ketelaere serve Zalewski in profondità e chiude il triangolo segnando lo 0-1. Poco dopo De Gea evita il raddoppio sul colpo di testa di Krstovic.
Nella ripresa Oulai sostituisce uno spento Fagioli e la Fiorentina ribalta la gara con due reti cercate, ma favorite anche da episodi: Njie pareggia di testa all’8’, poi Joao Mario supera Ederson e firma il 2-1 con la complicità di Obric. L’Atalanta si scopre per recuperare, ma i viola non sfruttano gli spazi concessi. Al 29’ arriva così il pareggio: De Ketelaere costruisce e Zalewski conclude con un sinistro preciso. Il finale diventa confuso, senza modificare un risultato che rispecchia l’equilibrio complessivo della sfida. Lo scrive il Corriere dello Sport.
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