Le alternative non riescono a cambiare la partita

MILANO STADIO SAN SIRO SERIE A INTER VS FIORENTINA

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Nel calcio dei cinque cambi, allenatori e squadre ragionano ormai su 15-16 titolari, con i subentrati chiamati a incidere soprattutto attorno al 70’, quando stanchezza e tensione cambiano gli equilibri. L’Inter sa sfruttare questa possibilità per ribaltare le partite, mentre la Fiorentina fatica a correggerle in corsa. Domenica Chivu ha inserito tra il 60’ e il 70’ Bonny, Sucic, Dimarco e Zielinski; Vanoli ha risposto con Dodo, Joao Mario, Gnonto, Viery e Beto, ottenendo però un contributo insufficiente.

L’ingresso di Beto rappresenta il caso più evidente: entrato all’82’ al posto di Pellegrino, il portoghese si è fatto notare soprattutto per il pallone perso dal quale è nato il pareggio di Thuram. Alla spinta della panchina interista si è contrapposto l’impatto nullo delle alternative viola, contribuendo al ribaltone finale. Un limite ricorrente: nonostante una rosa sulla carta più ricca, soltanto a Venezia, con Pellegrino, un subentrato è stato protagonista di un’azione da gol.

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Vanoli deve quindi ampliare il numero dei giocatori realmente utilizzabili e rendere più incisivi i cambi. Tra elementi non ancora inseriti nel progetto e altri in ritardo di condizione, come Beto e Gonçalves, il tecnico può contare attualmente su appena 12-13 potenziali titolari. Una disponibilità ridotta che limita le possibilità di modificare le partite e trovare risposte dalla panchina. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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