"Ho deciso di allenarmi con il Figline perché è un ambiente vicino casa sano e bello"
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Gaetano Castrovilli si allena da cinque giorni con il Figline, squadra di Eccellenza, in attesa dell’occasione giusta per ripartire dopo una carriera condizionata da un grave infortunio. L’ex centrocampista viola, 29 anni, 250 presenze tra i professionisti e oltre 150 in Serie A, campione d’Europa con l’Italia, ha suscitato entusiasmo tra tifosi e bambini della scuola calcio, con qualcuno ad attenderlo ai cancelli del nuovo sintetico di via Da Verrazzano. Nell’intervista alla Nazione ha spiegato: «Ho deciso di allenarmi con il Figline perché è un ambiente vicino casa sano e bello». A consigliarlo è stato Lorenzo Venuti, che aveva trascorso lì un mese da svincolato prima di trovare squadra all’Ascoli. Castrovilli ha apprezzato subito l’accoglienza dello spogliatoio e le persone alla mano.
Il direttore sportivo Nicola Del Grosso ha raccontato che il contatto è nato dopo il cambio di procuratore del giocatore, attraverso uno degli agenti che lo seguono, Giulio Benevento. A convincere Castrovilli sono stati anche il tecnico Loris Beoni, già nello staff di Sarri a Napoli e Juventus, e ritmi di allenamento definiti professionistici. Tra esercizi individuali e lavoro con il gruppo, Gaetano sta ritrovando la quotidianità del calciatore, inserendosi con umiltà e facendo subito amicizia con i compagni. Per Del Grosso, la sua presenza contribuisce ad alzare il livello di competitività della rosa.
Castrovilli vive a Firenze sud e dedica le mattine al figlio Brando, accompagnandolo all’asilo. A casa si allena anche in streaming con un personal trainer spagnolo e svolge occasionalmente sedute con un mental coach. Il Figline gli mette a disposizione campi e palestra senza limiti di tempo: «Lo ospiteremo per tutto il tempo che vorrà», assicura Del Grosso. L’obiettivo è farlo sentire pienamente parte della squadra mentre prepara il ritorno: «Lo tratteremo sempre come un giocatore della nostra rosa. In attesa che possa tornare ai livelli che gli spettano». Lo scrive la Nazione.
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