Giancarlo Antognoni, grande numero 10 della Fiorentina, è stato intervistato da Repubblica. Ecco le sue parole

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Soffia vento di rinascita, in attesa di una Fiorentina a vele spiegate… raccontateci tutto

Giancarlo Antognoni, grande numero 10 della Fiorentina, è stato intervistato da Repubblica. Sul noto quotidiano ripercorre il suo legame indissolubile con la Fiorentina, nato fin dal suo arrivo a Firenze da giovanissimo. «A prima vista. Arrivai a 18 anni, dopo tre partite si creò un connubio tra me e il popolo fiorentino che si è protratto nel tempo», racconta l'ex capitano viola, simbolo di un'intera generazione di tifosi.

Antognoni

Non manca però l'amarezza per il rapporto interrotto con il club. Antognoni rivela di non frequentare più il Franchi dopo l'uscita dalla società: «Cinque anni fa volevano demansionarmi. Non potevo accettare. La mia dignità non ha prezzo. Da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli. Ora c’è il Centenario, mi hanno invitato ma non credo che andrò. Servirebbero passi più concreti». Guardando al futuro della Fiorentina, aggiunge: «Vorrei vedere una squadra giovane, che lotti per tornare in Europa. Grosso penso sia la scelta giusta per la panchina».

Giancarlo Antognoni

Fiorentina

Tra presente e passato, Antognoni riflette anche sull'evoluzione del calcio italiano: «Quel tipo di calciatore è sparito. L’unico che mi ricorda i vecchi rifinitori è Nico Paz», mentre sui giovani sottolinea: «Pensiamo al risultato e mai allo spettacolo». Infine torna sul rimpianto più grande della sua carriera in viola, lo scudetto del 1982: «Con la Fiorentina, sì. Ce lo rubarono. Il gol di Graziani a Cagliari era valido, lo annullarono. Oggi, con il Var, sarebbe andata diversamente».

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