Le parole del direttore generale Alessandro Ferrari al Festival dello sport di Trento

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Durante il Festival dello sport di Treviso, è intervenuto Il direttore generale Alessandro Ferrari. Ecco il suo commento sul centenario:

Momenti belli ce ne sono stati veramente tanti, siamo partiti a ricordare il centenario a luglio e finirà a dicembre, ma due situazioni sono state le principali: il 26 agosto in piazza, con Giuseppe e Catherine sommersi dal popolo viola, e anche lì hanno capito la grande responsabilità che hanno verso Firenze e hanno espresso nuovamente la voglia di portare avanti il sogno iniziato da Rocco Commisso 8 anni fa.

Sulle leggende e il centenario

È stato bellissimo vedere come mettendosi in contatto con i giocatori, allenatori, persone che hanno lavorato nella Fiorentina, tutti avessero un fortissimo entusiasmo e voglia di tornare a Firenze. Persone che mancavano magari da 20 anni sono tornate. Uno su tutti, Rui Costa aveva una voglia pazza di tornare a Firenze e ha fatto di tutto per esserci. Oggi ci siamo noi e siamo dunque noi a festeggiare questo centenario, è importante capirne tutti i valori della città di Firenze e Giuseppe Commisso in particolare ha voluto estendere la festa veramente a tutti e far sì che fosse un momento di ritrovo e un momento di rinascita, da un punto di vista sportivo e da un punto di vista societario. Cercheremo di fare del nostro meglio per non deludere nessuno.
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Sull'eredità di Rocco

Ci è mancato tantissimo in questo centenario, sarebbe stata la persona più felice al mondo e avrebbe reso più facili molte cose, perché affrontava tutto con molta semplicità e naturalezza. In America ha avuto la fortuna di vincere una borsa di studio per l’università tramite il calcio, da lì ha iniziato a fare successo. C’è stato un momento in cui si è voluto fare un regalo: è arrivato in Italia e ha voluto prendere la Fiorentina. È stato il regalo più grande che si è fatto a se stesso e alla sua famiglia. Purtroppo se lo è potuto godere poco, ma ha avuto la moglie e il figlio che hanno portato avanti il suo sogno.

Sul Viola Park

Commisso, arrivato a Firenze, ha visto che mancava una struttura comune che unisse tutti, mancava una casa unica. Eravamo tutti divisi in vari piccoli uffici. Insieme a Joe Barone hanno trovato i terreni a Bagno a Ripoli e ne hanno fatto una specie di campus americano. Abbiamo campi, ristoranti, aule per far studiare i ragazzi, camere per dormire, spogliatoi, sale tecniche, tutta la parte medica. È un bel posto, tutti i giocatori, quando arrivano, dicono che è bellissimo. Rocco ha donato a Firenze una casa, che rimarrà in ogni caso a Firenze, a prescindere da chi sarà la proprietà e da chi sarà a guidare la Fiorentina. Ci abbiamo messo 2 anni a costruirlo, quindi è possibile farlo: 32 ettari tra campi di calcio e tutto il resto, quindi si può fare. Ora speriamo in una buona soluzione anche per lo stadio. Abbiamo ottimi rapporti anche col Comune di Firenze e speriamo anche lì si possa, non dico accelerare, ma quantomeno comunque completare il più presto possibile, al meglio, anche lo stadio, per poter permettere a loro di giocare in un posto che sia uno stadio e ai tifosi e alla gente che viene a vedere la partita di vedere una partita e non un cantiere.

Sul mercato di quest’anno

La Fiorentina quest’anno ha messo le basi per partire per uno sviluppo, avendo delle fondamenta solide. È un mix tra giovani e giocatori internazionali. Con Fabio Paratici, che arrivava fuori dall’Italia, abbiamo avuto la possibilità di cercare profili anche all’estero, però per noi gli indicatori principali sono l’età, le prospettive e soprattutto la funzionalità all’interno del nostro gruppo. Ne abbiamo portati tanti, quindi inevitabilmente servirà del tempo per amalgamare tutti.

La mancanza di un trofeo a Firenze

Manca tanto a Firenze, ci siamo andati vicino, ma non ci siamo riusciti. Vincere un trofeo è difficile perché lo vince una squadra sola, però è un sogno. Non vogliamo che diventi un’ossessione, perché sennò poi diventa un incubo, ma dobbiamo averlo in testa per regalare un sogno alla nostra tifoseria. Vogliamo far sognare i nostri tifosi.

Sull’Europa

L’Europa, qualunque sia, ti dà la possibilità di confrontarti con altre realtà e ai ragazzi di trovare delle esperienze nuove. Quest’anno abbiamo davanti una scalata enorme da fare rispetto a quello che è stato l’anno scorso, dobbiamo lavorare tanto e avere la testa giusta per fare qualcosa che ci aiuti a migliorare.

Sulla scorsa stagione

Nella realtà dei fatti sono state anche qui decisioni che bisognava prendere. Bisogna prendersi delle responsabilità. In quel momento si è pensato a trovare comunque una linea che potesse dare fiducia e vitalità ai ragazzi e all’ambiente, senza nulla togliere a nessuno. Quindi l’altro anno è stato un anno dove siamo arrivati a questa decisione, mi pare il 4 novembre, ed era già tutto molto compromesso. È stato poi veramente molto complicato riuscire ad arrivare alla fine e ottenere la salvezza. Quest’anno pensiamo di poter fare un campionato diverso, vogliamo fare un campionato diverso e non vogliamo avere nessun alibi per quello che potremmo fare.

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