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Dodò, l’ex ds: “Al Napoli con Allegri sarebbe un disastro. Ecco dove lo vedrei bene”

Alessio Vannini
L’ex direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, Carlo Nicolini, è intervenuto ai microfoni di Pentasport su Radio Bruno

L’ex direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, oggi collaboratore per il club ucraino, Carlo Nicolini, è intervenuto ai microfoni di Pentasport su Radio Bruno per commentare le voci sul futuro del brasiliano Dodò:

"Dodò ha fatto vedere il suo potenziale, ma ha avuto troppi picchi verso il basso. È colpa sua, ma anche del gioco proposto dagli allenatori che si sono succeduti alla Fiorentina. Mi aspettavo più continuità da lui, anche se nel corso degli anni le sue qualità sono emerse. Questa annata non è stata facile per nessuno, figuriamoci per un terzino con le sue caratteristiche. Comunque, nel complesso, la sua avventura in viola è da valutare positivamente."

"Dodò non è adatto al Napoli"

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"Per come la vedo io, Dodò è più un giocatore da Gasperini che da Allegri al Napoli: la scelta dei campani sarebbe totalmente sbagliata per lui. Se lo cerca un tecnico come quello della Roma, un motivo c'è. Non deve essere schierato bloccato sulla linea difensiva, come farebbe Allegri, perché altrimenti sarebbe un disastro. Deve attaccare, spingere e sfruttare la sua rapidità; non deve aspettare l'ala avversaria e subire l'uno contro uno, situazione in cui è meno efficace. Ormai in Italia è migliorato tantissimo a livello tattico e le sue qualità le conoscono tutti. D'altronde, in quel ruolo non ci sono molti grossi campioni in giro per l'Europa. Dodò pensa sempre all'assist e al cross più che al gol: questo è l'aspetto mentale su cui deve lavorare per fare il definitivo salto di qualità. Vedremo se Gasperini saprà farlo migliorare in questo; se ci riuscisse, il ragazzo potrebbe sognare anche la Nazionale brasiliana."

Grosso e i brasiliani dello Shakhtar

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"Grosso ha dimostrato di saper fare un calcio propositivo, un'idea che si sposa bene con le caratteristiche di Dodò, quindi la Fiorentina potrebbe tranquillamente ripartire da lui. Se è motivato, resta un giocatore importante: i brasiliani hanno bisogno di sentirsi al centro del progetto per rendere al meglio. Per quanto riguarda lo Shakhtar, Pedrinho, Vinícius Tobias e Alisson sono profili già pronti per la Serie A, e ne abbiamo molti altri perfetti per le big europee. Difficilmente però verranno in Italia, visto il livello attuale del campionato. Noi, intanto, vogliamo fare una buona Champions League, nonostante tutte le difficoltà che un club ucraino come il nostro si trova ad affrontare."