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VERONA, ITALY - APRIL 04: Moise Kean of Fiorentina looks on during the Serie A match between Hellas Verona FC and ACF Fiorentina at Stadio Marcantonio Bentegodi on April 04, 2026 in Verona, Italy. (Photo by Emmanuele Ciancaglini/Getty Images)
Luca Clemenza, centrocampista attualmente impegnato in Serie C ma con un passato alla Juventus, è intervenuto al Pentasport di Radio Bruno per parlare di alcuni singoli che ruotano attorno al mondo Fiorentina. Ecco le sue parole:
"Conosco Moise Kean fin da quando era un ragazzino. La sua ultima stagione è stata complicata, un po' come quella di tutta la Fiorentina, ma è sempre stato un calciatore di una categoria superiore rispetto ai suoi coetanei. Quando recupera la condizione migliore, Moise è un attaccante devastante; so che a Firenze si è trovato magnificamente. D'altronde, quella viola è una delle piazze più affascinanti della Serie A: il modo in cui vivono il tifo e la quotidianità della squadra ècalcio a 360°. Anche quando ero alla Juventus, percepivo distintamente il calore e la passione dei tifosi toscani. La Fiorentina è un club fatto per palcoscenici prestigiosi."
"Recentemente ho parlato con Fagioli. Sono felicissimo per lui, è un ragazzo splendido. È consapevole degli errori commessi fuori dal campo, ma la cosa più importante è che abbia ritrovato la serenità personale, perché è quella che poi ti permette di esprimerti al meglio nel rettangolo di gioco. Ho avuto modo di conoscere anche Paratici ai tempi della Juve. A Torino ha fatto un lavoro straordinario: è sempre stato un maestro nel gestire ogni dinamica societaria. Per la Fiorentina è una fortuna poter contare sulla sua competenza; credo sia fondamentale ripartire da una figura come la sua."
"Su Mandragora il mio giudizio è netto: è un giocatore fortissimo. Spesso ci si limita a guardare se un centrocampista segna o meno, ma lui ha dimostrato di saper fare molto di più, interpretando con intelligenza tutte le fasi del gioco. Grosso? Mi ha aiutato tantissimo, è stato lui a introdurmi nel calcio dei 'grandi' quando giocavo con lui da fuori quota alla Juventus. Gli devo molto perché mi ha insegnato tanto. È un allenatore giovane, con una visione moderna: cura il gioco per reparti, riuscendo a farli esprimere al meglio. Nonostante alcune annate difficili, sta ottenendo grandi risultati senza mai tradire la sua identità tattica. Per me questo è un valore fondamentale: sarebbe un’ottima scelta per la Fiorentina, perché è un tecnico che sa far giocare bene le proprie squadre."
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