Le parole di Stefano Cecchi, ospite negli studi del Pentasport di Radio Bruno, su alcuni temi di casa Fiorentina. Ecco le sue dichiarazioni:

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Cecchi: “Non mi priverei mai di De Gea. Thorstvedt e Miretti? Fanno solo massa”
"Il rischio è che la società, durante l'incontro in America, chieda a Paratici di rientrare nei costi. Io spero invece che, essendo Paratici un grande direttore sportivo, la Fiorentina voglia ripartire con un progetto diverso rispetto a quello degli ultimi anni. Vorrei vedere una squadra capace di arrivare al cuore delle persone; una squadra che ti faccia sentire orgoglioso di tifare e che crei un forte legame identitario con la sua città. Tra Gudmundsson e Ranieri, vorrei vedere giocatori più simili al secondo, capaci di mostrare un senso di appartenenza che vada oltre il semplice livello tecnico."
Su De Gea
—"Al momento vedo dei segnali che mi fanno paura. Come fa De Gea a costare troppo? Io non mi priverei mai di un portiere di questo livello, anche perché le ambizioni a costo zero è dura maturarle. Piuttosto mi priverei più facilmente di Gudmundsson, Dodò e Gosens, ma non dello spagnolo. Il 2026 di De Gea è stato su livelli simili a quelli dello scorso anno: paga solo un inizio di stagione disastroso, che è poi stato lo stesso di tutta la squadra."
Miretti e Thorstvedt
—"Non è un cattivo giocatore, ma appartiene alla categoria dei Fabbian, dei Brescianini o dei Sohm. Ovvero buoni calciatori, ma che non incendiano il cuore della gente. Preferirei un talento che magari ha faticato in altre piazze: per esempio, tra Miretti e Samardzic, io andrei sul serbo. Non vedo Miretti simile a Bove: lo juventino è più un giocatore di contenimento, mentre l'ex Roma correva per tutto il campo per novanta minuti. Thorstvedt non è meglio di Mandragora e Ndour; sono nomi che fanno massa, ma non determinano niente."
Dragusin e Volpato
—"La Fiorentina ha bisogno di due giocatori capaci di cambiare il destino della squadra. Tra i profili usciti, quello di Dragusin è sicuramente il migliore. Volpato era la riserva di Berardi, però ha un margine di miglioramento tale che vale la pena provarci, anche se non a 20 milioni. Se Grosso decidesse di scommettere su di lui, seguirei le sue indicazioni".
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