Brovarone ha analizzato il pirotecnico 2-2 maturato nel big match tra Fiorentina e Juventus: gli errori di Dragusin e la linea difensiva

FIORENTINA VS JUVENTUS

VIDEO VN - Vanoli coraggioso, ma tradito da errori dei singoli

Ai microfoni di Radio Bruno, Bernardo Brovarone ha analizzato il pirotecnico 2-2 maturato nel big match tra Fiorentina e Juventus, alternando gli elogi per la prestazione offensiva dei viola alle forti critiche nei confronti di un reparto arretrato che continua a mostrare limiti strutturali allarmanti.

La prestazione e i rimpianti per la vittoria sfumata

L'analisi parte dalle sensazioni lasciate da una sfida vissuta a ritmi altissimi, in cui la squadra ha mostrato coraggio e qualità, sfiorando l'intera posta in palio:

Mi sono divertito a vedere questa partita. Potevamo vincerla o perderla, ma la squadra ha scafato la paura iniziale, interpretando il match con il piglio giusto. C'è qualche episodio da moviola, come un rigore che forse si poteva concedere alla Juventus, ma la notizia positiva è che l'impianto di gioco da centrocampo in sù sta iniziando a funzionare. Alla fine, per le occasioni create e per come si sono sviluppati gli ultimi minuti, resta quasi il rammarico di non averla vinta.

Brovarone

Il dramma della difesa e il caso Dragusin

Il nodo centrale della discussione resta la fragilità della retroguardia, con pesanti interrogativi sulla tenuta dei singoli e sulle scelte di mercato passate e future:

La parte debole di questa squadra è indiscutibilmente il centro difesa. Sul primo gol subito c'è una confusione totale nei tempi di marcatura e nei posizionamenti, con un reparto in tilt costante. Non possiamo nascondere i limiti di Dragusin: è un giocatore lento nei movimenti, disorientato, che non stringe mai sull'uomo e resta sempre a tre metri di distanza senza la minima reattività. Tra il diritto di riscatto che diventa obbligo e i 16 milioni spesi per Viery, parliamo di investimenti pesanti, ma in questo momento la coppia difensiva è inaffidabile. Se la società vuole fare il salto di qualità, a gennaio servirà un intervento serio sul mercato per prendere un grande leader difensivo che sappia guidare la linea.

La gestione e le prospettive future

In chiusura, una riflessione sulla tenuta mentale della squadra e sulla gestione dei momenti chiave della partita, inclusa la serata no tra i pali:

Quando vai in vantaggio dopo appena quattro minuti, subentra ancora quella paura di vincere che ti porta a contrarti e a perdere campo per oltre mezz'ora. De Gea resta un portiere monumentale che potrebbe giocare tra i pali fino a cinquant'anni. Purtroppo questi errori li ha commessi anche durante la sua esperienza a Manchester. La strada intrapresa sul piano del gioco è quella giusta, ma bisogna trovare continuità e correggere urgentemente i difetti di un reparto che rischia di vanificare tutto il lavoro della squadra.

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