I numeri (e le prestazioni) raccontano in modo evidente che qualcosa non va nella Fiorentina. Eppure da Sousa a Corvino fino a Della Valle, tutti ripetono il solito ritornello

Cosa c'è di peggio di una crisi (calcistica)? Far finta di niente. Paradossalmente può essere questo a infastidire il tifoso ancor più dei risultati deludenti sul campo, come sta accadendo alla Fiorentina. Perchè nel calcio ci possono anche stare i momenti - o le annate - difficili, specialmente dopo alcune stagioni comunque positive. Il problema è che, a sentire i protagonisti di casa viola, va tutto bene. Va sempre tutto bene.

"Questa squadra se la gioca con tutti" ha detto 24 ore fa Pantaleo Corvino. Facendo eco a Paulo Sousa che in ogni post partita ripete il ritornello del "sono soddisfatto, abbiamo provato a vincere, vogliamo esserci protagonisti". E la proprietà che dice? Che la squadra è forte e che "non c'è bisogno di rinforzi" (cit. Andrea Della Valle giusto una settimana fa).

Della Valle Corvino Cognigni

Potremmo chiamarlo "il meraviglioso mondo delle dichiarazioni viola". Peccato però che la realtà - cioè il campo - dica l'opposto. Basta guardare la classifica per accorgersi che la Fiorentina è ottava e più vicina all'undicesimo che non al sesto posto. Basta guardare l'andamento da gennaio ad oggi (LEGGI QUI) per confutare che la Fiorentina non è ormai da mesi competitiva con le altre pretendenti all'Europa. E se servisse un'ulteriore conferma, si legga il dato relativo agli scontri con le "big" del campionato (LEGGI QUI).

E a questo potremmo aggiungere il peggioramento delle prestazioni, le carenze della rosa e lo scarsissimo impatto dei nuovi acquisti, tutte questioni ormai arcinote a chi segue la Fiorentina ma puntualmente minimizzate dai diretti protagonisti. Un grande gioco delle parti, che però non diverte nessuno.

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