Dopo la panchina contro la Sampdoria, il numero 10 della Fiorentina è chiamato a tornare sui suoi livelli già contro l'Empoli per trascinare la squadra in Europa e sé stesso all'Europeo
Nel pareggio contro la Sampdoria non è entrato in campo, ma con l'Empoli potrebbe tornare a calcare il terreno di gioco. Federico Bernardeschi è pronto per riprendersi la Fiorentina dopo la grande avventura in Nazionale, in quelle due partite dagli esiti opposti: una molto positiva con la Spagna, l'altra negativa con la Germania.
Nonostante nelle gerarchie di Antonio Conte sia già piuttosto in alto, se in Nazionale vuole tornarci per disputare gli europei di Francia, il buon Federico deve tornare sui livelli di inizio di stagione. A cominciare dalla gara contro gli azzurri, nel derby toscano, dove per riportare la squadra ai tre punti Paulo Sousa potrebbe affidarsi a lui, insieme al rientrante Kalinic (a cui si aggiunge anche Zarate, non dimentichiamolo mai).
Il suo obiettivo deve essere quello di scacciare diversi fantasmi. A cominciare dal suo, quel giocatore nervoso e testardo che si è vista in maglia viola nell'ultimo mese, ben lontano dagli standard cui ci aveva abituato da settembre in poi. Troppe volte lo abbiamo visto incaponirsi in conclusioni esasperate, alla continua ricerca della giocata personale, tante volte superflua, sempre preferita al servizio per un compagno meglio posizionato. In questo ruolo di "Ghostbusters", Bernardeschi deve anche allontanare lo spettro Bonaventura. Il giocatore del Milan è il suo diretto concorrente per una maglia agli Europei.
La cura è una sola: giocare bene. Questo è quello che si chiede a Bernardeschi. Lo deve a sé stesso, alla Fiorentina e all'Italia. Con l'Europa, tra club e Nazionale, nel mirino.
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