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Questione di modulo o giocatori? Così Palladino spiega le scelte di Italiano

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Con la difesa a quattro, la Fiorentina non avrebbe subito tutti questi gol? Qualcuno metterebbe la mano sul fuoco?
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

Si parla di difesa. Lo si faceva l'anno scorso, e anche quest'anno sembra essere il capo d'accusa principale nei confronti dell'allenatore della Fiorentina. Il fatto curioso, però, è che la panchina ha cambiato proprietario. Non c'è più Vincenzo Italiano, ma Raffaele Palladino. Eppure l'attuale allenatore del Bologna ha ricevuto le stesse critiche che ora deve affrontare chi ha preso il suo posto. La difesa a tre della Fiorentina ha chiarito il motivo della tanto discussa e criticata difesa alta di Vincenzo Italiano.

Biraghi, Ranieri e Quarta sono gli stessi giocatori dello scorso anno, certo, ma inseriti in un contesto di gioco completamente diverso, che incide inevitabilmente sulle loro prestazioni. Biraghi come terzo di difesa sembra una forzatura tattica non indifferente, Ranieri non sembra adatto a guidare da solo i suoi compagni di reparto, mentre Quarta viene salvato dai suoi soliti gol, ma la sua fase difensiva lascia ancora a desiderare. Il modulo, quindi, incide sì, ma fino a un certo punto. E forse Vincenzo Italiano lo aveva capito: giocatori come Ranieri e Quarta difendono meglio quando sono i primi ad aggredire l'uomo, piuttosto che quando sono costretti ad aspettare. Per non parlare poi delle marcature: serve fisicità per fare un certo tipo di gioco, e i centrali della Fiorentina, almeno per ora, non ne sono all'altezza. L'errore, dunque, è stato costruire una fase difensiva con giocatori che non sono in grado di eseguirla adeguatamente. Tuttavia, gli stessi problemi possono verificarsi anche con una difesa a quattro, perché Ranieri e Quarta rendevano al meglio anche grazie alla mentalità offensiva del gioco di Italiano. Solo Milenkovic, forse, soffriva in certe situazioni, ma il gioco valeva la candela. Non conta tanto il tipo di difesa, quanto il modo in cui viene messa in atto. Anche Inzaghi, Gasperini e Conte difendono a tre, ma i loro approcci alla fase difensiva sono completamente diversi.


Questa squadra è stata costruita per difendere a tre, come dimostrato dal mercato. Non tanto nelle scelte dei giocatori, quanto nel modo in cui sono stati acquistati. Pongracic, secondo l'idea del direttore sportivo Pradè, si adatta poco all'assetto difensivo di Palladino. Per ora è una scommessa. L'unico giocatore che conosce bene la difesa a tre, paradossalmente, è quello che non ha ancora mai giocato in Italia, cioè Moreno. Detto ciò, l'arrivo di Gosens, e non di un altro centrale, chiarisce come questo tipo di difesa sia centrale nel progetto della Fiorentina, e un cambiamento non sembra essere in programma, almeno per il momento.

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