Il mercato della Fiorentina: tanti giovani e talento, ma servono esperienza, leadership e un’identità.

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Prendete Brozovic, serve uno così, servono esperienza e leadership a questa squadra. E’ nata una Fiorentina piena di gioventù e di bellezza, ma un pò troppo fragile. All’inizio era un mercato da otto, alla fine mi è piaciuto meno, se serve sintetizzare con un voto, per me il lavoro di Paratici è da 6,5.

Il Ds ha speso tanto e ci sarà da spendere altrettanto con gli eventuali riscatti, ma ha rifatto la squadra. Poteva rifarla meglio a centrocampo e in difesa e questo è il punto. C’è tanto talento, è fuori dubbio, ora serve l’identità, ci vorrà tempo. Tredici giocatori nuovi sono un’enormità, ora sarà Grosso a dover dimostrare la sua bravura, le sue capacità e non sarà facile.

Centroavanti bucchioni Brozovic

Dicevo delle due facce del mercato, all’inizio Viery, Atta, Oulay, tanti soldi spesi velocemente, come se Paratici avesse messo gli occhi su alcuni giocatori e li potesse prendere a piacimento anticipando tutti, pagando tanto. Poi, come se fosse finito il budget, forse aspettando i quaranta milioni dalla cessione di Kean, è diventato tutto più lento e complicato. Prima la virata su prestiti secchi (Mastantuono), poi, soprattutto sugli esterni, sono arrivati nomi che non sembrano prime scelte e lasciano dubbi, eccetto Goncalves. Insomma, un mercato a due velocità e due tipologie di giocatori.

Alla fine è venuta fuori una squadra giovane e brillante, tecnicamente di primo livello, ma senza leader o giocatori di riferimento. I giovani siano i benvenuti, vanno fatti giocare, ma hanno bisogno di tempo per rafforzare il carattere.

Per questo sarebbe servito Thorstvedt e poi avrei preso Torreira che ha tanta garra in campo, ma utile anche per far crescere. Sempre per questo ora prenderei Brozovic (se sta bene) o un profilo simile tra gli svincolati. Ma ne prenderei uno anche per la difesa dove un leader non c’è da anni. Ranieri e Pongracic li conosciamo bene, erano naufragati già l’anno scorso, il Dragusin che ricordavamo non si vede, è fuori forma, forse pesano i mesi di inattività, va aspettato. E Viery ha bisogno di inserirsi. Nelle prime due giornate si sono visti gli stessi orrori dell’anno scorso, vuoi per la poca protezione del centrocampo, vuoi per i problemi sulle palle inattive. E’ questo che deve preoccupare, sembra una squadra costruita bene, ma i piedi sono d’argilla. Compreso De Gea. Pure l’anno scorso il portiere era partito male, magari ha solo bisogno di tempo, ma avere dietro uno come Christensen un po’ di ulteriore preoccupazione la mette.

Comunque, alla fine, ci sono pure tante positività.

Oulai può diventare un gran giocatore, pensare a Kantè forse gli facciamo male, ma la tipologia è quella.

Atta ha già dimostrato cosa sa fare nel nostro campionato.

Mastantuono è Mastantuono. Fine. Ma cresceranno di sicuro anche Valdepenas e Jimenez che si deve calmare.

E’ una squadra che per funzionare dovrà essere dominante perchè vedo pochi giocatori con l’attitudine a fare la fase difensiva.

Ma fa parte del lavoro per l’allenatore che non sarà né poco né facile. A cominciare dalla gestione del gruppo che è numeroso con dentro giocatori che volevano andar via e sono rimasti come Dodò, per passare attraverso Fagioli che sarà difficile vedere dall’inizio con Oulai e sarà altrettanto difficile dirgli che non è titolare fisso. Senza le coppe e senza le rotazioni, ma soprattutto perché c’è una squadra da assemblare, dovrà giocare il più spesso possibile una formazione-base. Ci sono diversi giocatori di talento che devono imparare a giocare assieme e non sarà facile, c’è una squadra da costruire e sarà vietato pretendere tutto e subito. Sono curioso di capire anche su quale modulo di riferimento lavorerà Grosso ora che gli esterni sono arrivati e, soprattutto, dopo due gare con il 4-3-2-1 andato male. Nel 4-3-3 Goncalves ala sinistra è perfetto. Per me Mastantuono, se mette la testa sui movimenti, può fare quello che faceva Berardi. In molti filmati argentini l’ho visto agire in quella zona, partire dall’esterno. Njie e Gnonto hanno la gamba per cambiare le partite.

Un’altra scelta da fare è il centravanti. Beto ha più esperienza, ma Pellegrino è forte fisicamente, anche per loro si tratta di imparare a lavorare con la squadra e muoversi in armonia. Il tema è tutto lì: presi i giocatori, va fatta la squadra. Aspettiamo fiduciosi.

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