Il team tecnico della Viola guidato da Paratici, finalmente uomini di calcio al comando, ha messo in campo un’idea di calcio e l’ha sviluppata

Grosso

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Ernest Poku, 22 anni, è l’ultima idea di Fabio Paratici per l’esterno d’attacco che manca e questa volta, rispetto ad altri, l’identikit è perfetto. La trattativa è avviata sulla base di una ventina di milioni più bonus, anche se per Transfermarkt l’olandese ne vale venticinque. Lo voleva anche il Sunderland, vediamo se Fiorentina e Bayer Leverkusen troveranno un’intesa rapida. Nel frattempo, come dicevo, c’è la netta sensazione che possa trattarsi di qualcosa di più dei soliti contatti esplorativi tipo il Njinmah del Werder dell’altro giorno, perché Poku ha tutte le caratteristiche giuste per far parte della squadra che Paratici sta costruendo.

copertina bucchioni poku

È giovane, 22 anni, si è fatto notare nell’Under 21 olandese, ha anche passaporto ghanese, il Bayer l’ha comprato un anno fa per dieci milioni e la sua esperienza è proseguita in Bundesliga con diciannove presenze e cinque gol. Ha fatto benissimo nella prima parte di stagione, è calato nel girone di ritorno, ma è normale per un giovane nella sua prima stagione ad alto livello tecnico e agonistico. Trattasi quindi di un giocatore con grandi margini di crescita, come si dice, e possiede la caratteristica principale che ancora mancava all’attacco viola: la velocità.

Se avete notato nelle amichevoli e nell’esordio in Coppa, oltre agli ovvi problemi di inizio stagione e di una squadra nuova da assemblare, pur nella manovra già abbastanza ordinata e a tratti buona identità, davanti s’è notata la mancanza di accelerazioni, non c’è un giocatore rapido, dotato di scintilla, di esplosività. Poku è proprio questo, brevilineo destro che sa giocare anche a sinistra, scattante e velocissimo. Nelle prossime ore capiremo se sarà lui o meno il prossimo colpo, ma l’identikit non si discosta molto da un giocatore così.

E allora siccome è uno dei divertimenti e dei tormentoni di tutte le estati, anticipo tutti e mi sbilancio: questo è un mercato da otto. Aggiungo: anche se dovesse andare via Kean. Il voto va oltre la valutazione dei singoli giocatori, non risponde alla domanda dove potrà arrivare la Fiorentina, lo vedremo, ma premia il lavoro.

Il team tecnico della Viola guidato da Paratici, finalmente uomini di calcio al comando, ha messo in campo un’idea di calcio e l’ha sviluppata. Hanno lavorato per costruire una squadra con determinate caratteristiche che sono grande tecnica di base, talento e gioventù. Questa è una squadra forse non fatta per l’oggi, l’immediato, ma è l’inizio di un grande progetto che va sviluppato, ampliato e fatto crescere. Si fa calcio mettendo insieme giocatori con le caratteristiche giuste per stare l’uno vicino all’altro e completarsi. Erano anni che non si vedeva un lavoro così profondo, culturalmente solido, anche quando sono stati comprati buoni giocatori non c’era questa filosofia. Ecco spiegato l’otto al mercato. Poi magari qualche giocatore deluderà, speriamo di no, ma il calcio è anche questo, altri andranno oltre le aspettative, speriamo anche questo, ci saranno dei correttivi da fare, probabile che serva tempo alla squadra per avere una identità precisa, ma è la strada giusta per costruire un progetto calcistico moderno. Pensate solo a gente come Mastantuono che è del Real, ma intanto giocherà in viola. E poi Atta, Oulai, sono nove e non è finita, altri arriveranno compreso quel Thorstvedt che aspetta da tempo.

KEAN

Dicevo otto al mercato con o senza Kean. Ovvio che anch’io lo terrei, ma se dovesse andare via (dopo ne parliamo) non crollerebbe il lavoro fatto finora. Il crollo ci sarebbe stato ai tempi di Palladino, senza Kean era un dramma. Oggi no perchè la squadra avrà una personalità, una identità, sarà in grado di giocare e di esprimersi anche senza un elemento di così alto livello. Magari cercando altri movimenti, altre soluzioni. E sono convinto che se dovesse andar via, Paratici ha già in mente un sostituito tecnicamente adatto al calcio che vuole fare Grosso.

Ma andrà via? Il Como lo vuole fortemente da tempo e lo sappiamo. Il problema sono gli esuberi, devono vendere soprattutto Morata, ma anche altri sei-sette giocatori, comunque il rilancio ci sarà. Non è una boutade o un tentativo tanto per fare. Ho la sensazione che i trenta milioni offerti siano solo il tentativo di allungare i tempi della trattativa proprio per avere tempo per vendere, nel frattempo, gli esuberi. Il Como sapeva che servono 40 milioni più cinque di bonus e sa anche che la Fiorentina non mollerà. Probabile un rilancio tra oggi e domani.

TORREIRA

Il centrocampista uruguagio vuole tornare a Firenze e l’idea ha subito infiammato la piazza. L’operazione è congelata, si può fare soltanto se esce Fagioli perchè è impensabile avere in rosa Torreira con Fagioli e Oulai. Siamo alle famose caselle che si devono incastrare negli ultimi giorni di mercato. Tecnicamente Fagioli è ovviamente forte, ma non credo sia contento di essere una alternativa a Oulai, mentre in quel ruolo vedrei meglio Torreira, 30 anni, più avanti nella carriera, e con caratteristiche più simili a quelle di Oulai. Il problema è riuscire a trovare una squadra che voglia investire trenta milioni su Fagioli.

DODO

Siamo ai titoli di coda, ma si sapeva. Il Nottingham Forest ha offerto dieci milioni, la Fiorentina all’inizio del mercato ne voleva quindici, ma s’è capito che non li pagherà mai nessuno. Anche Fortini è in uscita e va al Torino.

Nel frattempo ricomincia il campionato, lunedì c’è la complicata trasferta di Roma, ma non ne parla nessuno. Tutta colpa di un mercato troppo lungo, troppo aperto, troppo di tutto. Non credo serva un genio per imporre la chiusura del mercato il venerdì prima dell’inizio della stagione, sarebbe domani per capirci. È una cosa troppo logica per i signori del calcio.

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