Fine della preseason, adesso è l'ora delle scelte: chi sono stati i cinque pilastri della nuova Fiorentina di Fabio Grosso

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Gudmundsson, qualità e talento alla ricerca della definitiva consacrazione

Il discorso relativo ad Albert Gudmundsson è invece più complesso.

L’islandese è senza dubbio uno dei giocatori tecnicamente più importanti della rosa, ma allo stesso tempo rappresenta una delle principali incognite della nuova Fiorentina.

Arrivato con aspettative molto elevate, nelle ultime due stagioni non è riuscito a mostrare completamente il proprio potenziale. Le difficoltà collettive della squadra hanno sicuramente inciso, ma anche il suo rendimento personale è stato al di sotto delle attese.

La parte migliore dell'ultima annata viola è arrivata quando è stato utilizzato da esterno sinistro, soluzione sperimentata da Vanoli soprattutto nella fase finale della stagione precedente. Un ruolo non naturale per lui, ma che gli ha permesso di trovare maggiore continuità.

Anche Grosso, in queste prime settimane, non ha mai rinunciato al suo talento. Gudmundsson è stato sempre coinvolto nelle amichevoli e rappresenta ancora oggi una pedina importante.

Va però sottolineato che, in questa prima fase della stagione, per l'utilizzo del suo 4-3-3, Grosso ha avuto a disposizione il solo Gudmundsson (oltre al giovane Croci) sulla sinistra. Scelta tecnica o necessità? Ancora non ci è dato saperlo. Quel che però è oggettivo è la continuità sin qui garantita dall'ex tecnico del Sassuolo all'islandese.

Il mercato non ha portato offerte concrete e la Fiorentina non sembra intenzionata a considerarlo un esubero.

La vera riflessione riguarda il modo in cui inserirlo nel sistema offensivo. Gudmundsson non è un esterno classico, non è un giocatore destinato a rimanere largo sulla fascia per tutta la partita. È un fantasista, un calciatore che ama entrare dentro il campo, giocare tra le linee e creare superiorità con la tecnica.

Con l’arrivo di Franco Mastantuono potrebbe aprirsi anche una nuova soluzione tattica: una Fiorentina con due giocatori offensivi alle spalle della punta, capaci di muoversi senza dare punti di riferimento.

Un possibile 4-3-2-1 che permetterebbe a Gudmundsson e Mastantuono di esprimere al massimo la loro qualità. Questa alternativa potrebbe rivelarsi anche tatticamente utile nel corso della stagione. Permetterebbe a Grosso di poter inserire nei due trequartisti dietro la punta anche l'Atta di turno. Una mezzala/trequartista in grado di rinfoltire il centrocampo per le sfide difensivamente più stressanti. Questa scelta aprirebbe le porte ad un centrocampo più fisico con Oulai, Ndour, Mandragora e Fagioli pronti a contendersi il posto.

Gudmundsson

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