"Fin che la barca va, lasciala andare" cantava Orietta Berti negli anni 70'. Palladino ieri, in un certo senso, ha ricordato il testo della grande cantautrice, a suo piacimento. "Il merito è della squadra, perché abbiamo raggiunto una maturità e una solidità difensiva tale che io posso anche non allenare più, fanno tutto i ragazzi". Per ottenere ciò il tecnico campano deve aver lavorato molto nella testa dei suoi ragazzi, tanto che, come ha titolato stamani il Corriere Fiorentino, la Fiorentina viene ammirata e studiata per la sua grande strategia difensiva.


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Vittorie, bravura e fortuna: Palladino e la Fiorentina si battono il “cinque”
Cambio più che radicale
—Inimmaginabile una Fiorentina del genere, soprattutto dopo solamente pochi mesi di lavoro. La società con il mercato, e Palladino con il lavoro hanno cambiato volto alla Fiorentina, trasformandola nella squadra che non sapeva gestire e difendere il risultato, a vincere volentieri non subendo gol, ma anzi, facendone molti. Ventidue gol fatti e solamente nove subiti in undici partite (quarto miglior attacco e terza miglior difesa). Numeri impressionanti, da coppa dalle grandi orecchie. La partita con il Torino di ieri non è stato uno spettacolo per gli occhi di chi ama il bel gioco, il tiki-taka per capirsi. Lo è stato però per i pragmatici, per chi preferisce rinunciare allo spettacolo ma vede una squadra ordinata in campo. E la fortuna? Beh, aiuta gli audaci, e per stare in quelle posizioni di alta classifica serve, non giriamoci intorno. Il Napoli ne ha avuta molta, così come l'Inter (vedi ieri con il Venezia) e ugualmente ne abbiamo avuta noi, ma non c'è niente di male. Come diceva Napoleone: "Preferisco un generale fortunato ad uno bravo", e non fraintendete, Palladino è entrambi.
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"Dammi il cinque"
—Un numero che porta bene alla Fiorentina quest'anno, il cinque. Cinque come i gol di Moise Kean in campionato, bomber viola da quest'estate e giocatore indispensabile per il gioco di Palladino (vedi Genova). L'attaccante classe 2000 ha trovato finalmente una piazza con fiducia e dover poter esprimere al meglio le sue qualità, d'altronde se lo aspettava anche lui. Cinque come le vittorie di fila in Serie A, nessuno meglio della Fiorentina (al pari dell'Atalanta). Milan, Lecce, Roma, Genoa e Torino. Se volessimo allargare ancora di più la veduta, prima ci sarebbe anche il pareggio con l'Empoli e la vittoria con la Lazio. Numeri da capogiro, guardando attentamente la prossima partita con il Verona, che ieri ha battuto la Roma in casa. Ultimo cinque, ma non per importanza, i punti di differenza dall'anno scorso all'undicesima giornata, fattore sintomatico di crescita. Molte sfide in comune e più o meno lo stesso numero di big affrontate, raccontano una Fiorentina oggettivamente migliore. E considerate che manca Gudmundsson...
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