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Un(‘altr)a contestazione che divide. La colpa è davvero dei giocatori?
Non c'è due senza tre. Per la terza volta consecutiva, la Fiorentina chiuderà il campionato tra fischi e (probabile) contestazioni. Era successo il 2 giugno 2024 quando, al termine di Atalanta-Fiorentina 2-3, i tifosi viola nel settore ospiti manifestarono il loro malcontento a Biraghi e compagni, soprattutto per la finale di Conference persa pochi giorni prima ad Atene. E' successo il 25 maggio 2025 a Udine, quando la Fiorentina di Palladino si prese fischi ed insulti dai tifosi viola in trasferta, al termine di una vittoria che valeva il sesto posto, miglior piazzamento della storia recente. Succederà, a quanto pare, anche stasera ed è pura curiosità il fatto che l'avversario sia di nuovo l'Atalanta e che sul campo ci sia anche Palladino, quasi un filo conduttore da una contestazione all'altra.
E' evidente che questa stagione che volge al termine sia nettamente la peggiore, neppure paragonabile ai risultati delle precedenti due (e infatti le due precedenti contestazioni, son sincero, non le ho condivise... per quello che vale). Stavolta le motivazioni sono più evidenti perchè la stagione resta fallimentare anche senza retrocessione e credo che tutti siano d'accordo. Eppure una buona parte dei tifosi viola (nel nostro sondaggio la netta maggioranza) si dice contraria alla contestazione della Curva. A qualcuno non piace il tono "offensivo", qualcun altro sottolinea che negli ultimi mesi le cose sono oggettivamente cambiate e quindi, a cosa serve infiammare di nuovo gli animi?
Io non so chi ha ragione, forse tutti nel senso che l'amore verso la Fiorentina è trasversale. E probabilmente ognuno a modo suo chiede alla Fiorentina di più, perchè la "dimensione" degli ultimi anni è sempre più al ribasso rispetto alla sua storia. Emblematico, ma non troppo sorprendente, che agli occhi di un osservatore americano, la Fiorentina oggi sia equiparabile all'Udinese... Tutto questo però non si può imputare all'allenatore o ai giocatori di turno, perchè più di tutto nel calcio conta chi comanda. Con l'arrivo di Paratici al posto di Pradè, un possibile punto di svolta c'è stato, poi come sempre la differenza la faranno i fatti.
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