Oggi è l'Harrison-day: come l'esterno inglese può influenzare le scelte tattiche di Paolo Vanoli
Moduli e interpreti in chiave più conservativa
Resta poi sullo sfondo la possibilità di cambiare pelle: un 4-3-3 più prudente, con uno solo tra Harrison e Solomon a supporto di Gudmundsson, oppure un 4-4-2 che però, al momento, sembra meno funzionale viste le caratteristiche simili di Kean e Piccoli e le difficoltà nel farli convivere.
La sensazione è che l’arrivo di Harrison non sia solo un rinforzo, ma un segnale chiaro: la Fiorentina vuole diventare più offensiva, più imprevedibile e più fluida davanti. Starà ora a Vanoli trovare la sintesi giusta, trasformando l’abbondanza in un valore e non in un problema. La qualità, finalmente, non manca.
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