La Fiorentina e la Lazio, due idee di progetto calcistico a confronto: una ha speso tanto per rendere in futuro, l'altra poco e nulla per rendere subito
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A Firenze stiamo vivendo momenti non semplici da ormai troppo tempo. L'ultima stagione, in modo particolare, ha completamente scombussolato il tifoso viola, perché si era partiti con grande entusiasmo, con obiettivi importanti, ma poi la stagione è stata quella che tutti conosciamo. Quest'anno però la strada intrapresa è diversa: la Fiorentina ha voluto dare il via ad un progetto quasi completamente nuovo, con dirigenza, allenatore e giocatori nuovi. Ma soprattutto un obiettivo ben preciso: tornare nel giro di pochi anni ai vertici del calcio italiano. Per arrivare a questo, però, serve pazienza. Tanta pazienza.
La rosa è giovanissima, quindi è lecito aspettarla. E non c'è il bisogno di scatenarsi nei commenti, anche se le cose al momento non stanno andando come ci si aspettava. Sì, sono stati spesi tanti soldi, ma per costruire, o almeno provarci, una squadra che in futuro avrà il potere di imporsi ad ottimi livelli. Al momento è ancora acerba e dunque è giusta darle il tempo di crescere e amalgamarsi. C'è un dato analizzato da Transfermarkt che spiega, attraverso una classifica, il posizionamento delle squadre attualmente in Serie A anche in base a quanto hanno speso questa estate: la Fiorentina è ultima a -16 (terza per spese e 19ª in classifica)
Lazio e Fiorentina, due percorsi opposti
C'è una squadra italiana che questa estate ha fatto praticamente un mercato "a zero" e in questo momento si trova la primo posto in classifica, insieme all'Inter, con 19 punti. Si tratta della Lazio allenata da Gennaro Gattuso, che ieri sera ha sbancato lo Stadium con un secco 3-0 alla Juventus. Ma c'è un fattore ben preciso da capire e sottolineare: non è perché loro ora sono primi allora sono più bravi della Fiorentina. Semplicemente Lotito ha scelto di dare il via ad un progetto diverso, fatto di giocatori pronti, già affermati, sfruttando delle situazioni particolarmente vantaggiose (vedi gli acquisti di Frattesi e Pinamonti) pagando anche delle cifre sugli stipendi maggiori, specie per i difensori esperti arrivati dalla lista degli svincolati (Diogo Leite e Doekhi). Alla chiusura della sessione dei trasferimenti, il club biancoceleste ha fatto registrare un impatto positivo sul conto economico tra entrate e uscite, pari a 16,96 milioni di euro. Secondo le stime di Calcio e Finanza, i nuovi innesti hanno comportato maggiori costi per circa 36,5 milioni di euro, mentre le operazioni in uscita – tra plusvalenze e risparmi generati dai calciatori che hanno lasciato la rosa – hanno prodotto benefici complessivi stimati in 53,46 milioni. La Lazio ha investito, senza contare i bonus, solo 3 milioni di euro nei cartellini (con Pinamonti appunto), sfruttando parametri zero, prestiti (5 di onere per Frattesi, 3,5 per Sutalo) e formule che permettono di rinviare parte degli eventuali esborsi agli esercizi successivi. L'operazione più importante, invece, è stata Davide Frattesi, arrivato però a titolo temporaneo dall'Inter, così come Sutalo. Dunque, per entrambi l'eventuale spesa definitiva arriverà in futuro.Ma c'è un altro fattore da precisare: la Lazio per poter intervenire sul mercato ha dovuto lavorare in maniera intensa sulle cessioni, in modo da rispettare l'indicatore di Costo del Lavoro Allargato. L'operazione principale è stata quella di Mario Gila, ceduto a titolo definitivo al Milan per ben 28 milioni di euro. Avendo, però, il Real Madrid il 50% sulla futura rivendita ha dovuto riconoscere ai Blancos 14 milioni di euro.
Scelta di guardare al futuro
Il percorso intrapreso da Commisso Jr e Paratici è stato esattamente l'opposto: sfoltire la rosa (sbarazzandosi di tantissimi prestiti), abbassare il monte ingaggi vendendo i giocatori che percepivano di più (anche svendendoli in alcuni casi) e aumentando, però, il valore potenziale della rosa con tanti giocatori giovani, pagati anche molto, che però potenzialmente possono arrivare a valere molto di più. Il club viola, però, così facendo ha registrato un impatto negativo tra entrate e uscite pari a 7,36 milioni di euro. Secondo le stime di Calci e Finanza, infatti, i nuovi innesti hanno comportato maggiori costi per circa 78,57 milioni di euro, mentre le operazioni in uscita – tra plusvalenze, ricavi dai prestiti e risparmi generati dai calciatori che hanno lasciato la rosa – hanno prodotto un effetto positivo stimato in 71,21 milioni. Il saldo dei trasferimenti in termini di soli cartellini è stato ampiamente negativo per i viola, quota -112 milioni di euro, investendo complessivamente circa 156 milioni di euro nei cartellini, a fronte di 44 milioni di euro incassati dalle principali cessioni.Gli investimenti più importanti sono stati a centrocampo, per il quale la Fiorentina ha speso 25 milioni di euro più bonus per Arthur Atta dall'Udinese, con una percentuale sulla futura rivendita e Christ Inao Oulai, il classe 2006 arrivato dal Trabzonspor per un'operazione a titolo definitivo tra i 25 e i 26 milioni, sempre al netto dei bonus fino a circa 30. E' proprio lui a rappresentare, secondo le stime di Calcio e Finanza, l'operazione di maggior costo annuale sul bilancio viola, considerando quota di ammortamento e stipendio lordo del giocatore. Due centrocampisti che, tra le altre cose, sono quelli che abbiamo visto meno fino a questo momento: Chi per un motivo (infortuni) e chi per un altro (adattamento). Concludendo, la Fiorentina è una squadra potenzialmente forte, deve solo trovare, come dice Vanoli, il giusto equilibrio e l'intesa giusta tra tanti calciatori nuovi e di grandissimo talento. Forse ci vorrà un po' più di tempo, ma i risultati finali dovrebbero essere importanti.
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