C’è un confine sottile che separa una buona o una grande stagione da una collezione di rimpianti, e per la Fiorentina quel confine si chiama "minuti di recupero". I numeri, però, non mentono mai e quelli relativi ai gol segnati e subiti oltre il tempo regolamentare disegnano un quadro decisamente negativo, quasi drammatico.

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Dieci gol nei minuti di recupero: la Fiorentina e quei blackout che costano caro
Il saldo è impietoso: a fronte di sole 4 reti messe a segno, la Fiorentina ne ha incassate ben 10. Un passivo di -6 che grida vendetta, ma è il peso specifico di questi gol a fare davvero male. Non è sfortuna, non è un caso. Subire 10 reti nei minuti di recupero (tra primi e secondi tempi) è il sintomo di una squadra che, troppo spesso, stacca la spina proprio quando la palla scotta di più. Il dato è impietoso: a fronte di soli 4 guizzi offensivi (Udinese, Bologna, Cremonese e Sigma), la difesa viola si è sciolta come neve al sole in ben dieci occasioni. Un’emorragia di gol che non guarda in faccia a nessuno, dalla Serie A alla Coppa Italia, passando per il palcoscenico europeo.
Il recupero toglie punti
—Il peso specifico di questi gol a far male davvero. Non parliamo di reti subite a risultato acquisito, ma di vere e proprie mazzate che hanno cambiato il corso della storia. Le reti incassate contro Juventus, Cagliari, Como, Verona, Lazio e Torino sono state tutte sanguinose e decisive ai fini del risultato. Punti evaporati nel nulla, trasformando pareggi in sconfitte amare o vittorie che sembravano certe in dolorosi risvegli. Anche in Europa la musica non è cambiata: dal Mainz alla recente partita con lo Jagiellonia (dove il gol subito ha trascinato la sfida ai supplementari) la Fiorentina sembra non digerire proprio il recupero.
Tra stanchezza e mancanza di malizia
—C'è poi il capitolo legato alle reti subite nel recupero del primo tempo, come il gol incassato dal Como in Coppa Italia o quello contro il Sassuolo, ma la sostanza resta la stessa. Questa squadra fatica a gestire la pressione di qualunque recupero, che sia nel primo o nel secondo tempo. Manca quella cattiveria agonistica, quella capacità di mettere la palla in tribuna o di congelare il possesso che distingue le grandi squadre, ma anche quelle che lottano ogni anno per la zona salvezza. Subire dieci gol nei recuperi significa non avere il controllo emotivo della partita e soprattutto, significa perdere punti pesanti o sprecare energie pesanti, come successo contro lo Jagiellonia.
Serve un cambio di marcia
—Subire dieci gol nei recuperi significa non saper chiudere le partite o, peggio, non saperle difendere con le unghie e con i denti. In una stagione dove ogni dettaglio fa la differenza tra la retrocessione e la salvezza, questi dieci schiaffi devono servire da lezione. Perché la Fiorentina non può continuare a regalare gol e punti nei minuti di recupero. Bisogna invertire la rotta, alzare il muro e ritrovare quella cattiveria necessaria per blindare i risultati, prima che i rimpianti diventino incolmabili.
Ha collaborato Roberto Vinciguerra
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