Oggi Tino Costa si gode la vita post-ritiro lontano dai riflettori del grande calcio professionistico, dedicandosi pienamente alla famiglia e alle sue passioni personali dopo oltre vent'anni vissuti a rincorrere un pallone sui campi di mezzo mondo. A Firenze il suo nome rievoca il ricordo di un acquisto di riparazione rimasto del tutto inespresso: un "cannone mancino" dalla storia personale straordinaria, da film vero e proprio, i cui botti, purtroppo, non sono mai riusciti a far tremare la Curva Fiesole.
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Che fine ha fatto? Tino Costa, il cannone “zurdo” che si inceppò con Sousa
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