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Meteore Viola

Che fine ha fatto? Aguirre, l’erede di Ramon Diaz che durò 4 partite

Niccolò Ghinassi
Niccolò Ghinassi Redattore 

L’ultima impresa del tecnico da Montevideo? La vittoria pochi giorni fa della Supercopa Uruguaya 2026. Quest’ultima edizione della manifestazione, infatti, ha avuto come sue protagoniste il Nacional, squadra vincitrice del campionato uruguaiano 2025, e proprio il Penarol, squadra vincente il Torneo Intermedio 2025. Sconfiggendo nel “Superclásico” i rivali di sempre per 4-2 ai calci di rigore, dopo il pareggio per 0-0 dopo 120 minuti all'Estadio Centenario, Aguirre ha conquistato così l’ultimo trofeo della sua grande carriera da allenatore in patria, confermandosi una delle grandi glorie del Penarol: campione prima come giocatore ed in seguito anche come tecnico. Ora, a sessant’anni, si è preso dunque (almeno in panchina) diverse rivincite, rimanendo allo stesso tempo un personaggio eclettico: ex studente di odontoiatria, poliglotta, allenatore di successo. Nella vita privata è padre di 3 figli e professore di pianoforte a tempo perso. Per i tifosi viola di fine anni Ottanta, però, resta il ricordo di quel giovane attaccante comparso per pochi giorni e poi svanito come una stella cadente. Ecco perché Diego Aguirre occupa un posto di riguardo nella rubrica Meteore Viola: una cometa proveniente dal Sud America, che attraversò il cielo di Firenze senza lasciare traccia ma che, altrove, è diventata leggenda.

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