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Che fine ha fatto? Aguirre, l’erede di Ramon Diaz che durò 4 partite

Niccolò Ghinassi
Niccolò Ghinassi Redattore 

Diego Vicente Aguirre Camblor nasce a Montevideo il 13 settembre 1965, dove gioca nelle formazioni minori del Liverpool Fútbol Club di Montevideo, San Francisco de Sales e Playa Honda. Nel frattempo, studia odontoiatria e si iscrive all'università, finendo però per abbandonarla a favore del mondo del pallone.  Nel 1986, infatti, firma per il Penarol, squadra con cui vince subito il campionato nazionale e nel 1987 conquista la Coppa Libertadores. Non solo. In quelle finali contro l’America de Cali, Aguirre è a dir poco determinante: nella gara di ritorno, infatti, il Penarol batte 2-1 i colombiani dopo lo 0-2 subito all’andata, portando così la finale della Libertadores alla terza decisiva gara di spareggio (il regolamento non prevedeva la norma europea dei gol in trasferta che valgono doppio, ma la “bella” da giocarsi sul neutro di Santiago del Cile). In quell’occasione Aguirre segna la rete dell’1-1 di testa. Ma non è finita qui. Nella finale del 31 ottobre 1987, giocata a Santiago del Cile, segna al 120° il gol che decide lo spareggio, un gol considerato fra i più emblematici della storia della competizione. Proprio nell'azione finale, l’attaccante riceve infatti palla sulla sinistra e infila un sinistro nell'angolo più lontano, con il Penarol che vince così la sua quinta Coppa Libertadores. Quel lampo nella notte continentale gli vale l’interesse dei club europei e lo proietta sulla scena internazionale.

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