I giovani alla Fiorentina ci sono stati e ci sono: Ndour è un caso che se ben analizzato può fare scuola ed evitare molti rimpianti dalle nostre parti
VIDEO - Il gol di Ndour sulla tv polacca: il telecronista resta senza parole!
Alzi la mano chi avrebbe mai scommesso anche un solo centesimo su Cher Ndour e, più che altro, sul fatto che avrebbe avuto una crescita simile. E sia chiaro. Il parametro non è e non può essere il gol (folle) segnato l'altra sera con l'Under 21. Il parametro sta nelle prestazioni o, comunque, in un rendimento magari difficile da comprendere agli occhi di critica e tifosi (me per primo) ma evidentemente elevatissimo per i tanti allenatori che, via via, ne hanno fatto o ne stanno facendo un intoccabile delle loro formazioni. Valeva spesso per Palladino, magari un po' meno per Pioli, così come per Grosso, Vanoli e Silvio Baldini. Non solo. In estate infatti Allegri lo avrebbe voluto volentieri a Napoli, mentre la Juventus da mesi pensa di portarlo a Torino per farne tassello importante di un rinnovato nucleo italiano. Senza ironia: meglio fidarsi di loro (degli allenatori, intendo) che dei nostri occhi inevitabilmente più superficiali.
Paratici, ma prima di lui Pradè
Torniamo al punto di partenza, però. Chi avrebbe alzato quella mano? Di sicuro lo avrebbe fatto Fabio Paratici. Folgorato a tal punto dal potenziale di questo ragazzo da farne il solo e unico incedibile dello scorso mercato. Poteva partire De Gea, sarebbe partito Fagioli in caso di proposta all'altezza, è partito Kean (e con lui tanti altri) ma mai e poi mai son state prese in considerazione proposte per Ndour. Ennesima dimostrazione (fatti alla mano) di come il diesse della Fiorentina abbia una sensibilità quasi unica nel riconoscere il valore (magari nascosto) di un calciatore. Prima ancora dell'attuale direttore sportivo però, avrebbe alzato quella mano il suo predecessore. E quale è giusto e doveroso fare un applauso a Daniele Pradè. “Fidati, è forte”, diceva dopo averlo acquistato nel gennaio del 2025 per soli 5 milioni. Aveva evidentemente ragione lui e oggi, i viola, si ritrovano in mano un centrocampista da nazionale e una potenziale mega plusvalenza. E poi, ovviamente, avrebbero alzato la mano (quasi) tutti gli allenatori di cui parlavamo prima.Pane per Vanoli
Applausi a Cher, quindi, e applausi a chi andando magari controvento ha creduto in lui. Un caso, il suo, che può e deve valere come manifesto per la Fiorentina che sarà. Una squadra e una società che hanno deciso di puntare sui giovani con i quali, si sa, servono coraggio, visione e (più che altro) pazienza. Per questo oggi, è giusto porsi nella giusta maniera quando si valutano i tantissimi talenti che si ritrova in mano Paolo Vanoli. Senza esaltarsi alla prima bella prestazione, ma soprattutto senza lanciarsi in sentenze di condanna alla prima difficoltà. A proposito. Proprio il mister è da questo punto di vista una grande garanzia. Ha lavorato con i ragazzi all'inizio della carriera, e sotto le sue mani sono cresciuti a vista d''occhio Ranieri, Fagioli, Parisi, ovviamente Ndour, mentre al Toro era stato lui a lanciare Njie. Fidiamoci di lui, quindi, anche se tutti (io in primis) hanno fretta per esempio di vedere Oulai.Vanno tenuti
L'importante, e qua torniamo all'esempio Ndour, è poi avere la forza per difenderli (e quindi tenerli il più a lungo possibile) questi giovani. Evitando, tanto per restare a temi affrontati in questi giorni, errori come quelli fatti con Kayode, Ghilardi o altri prima di loro. Altrimenti un progetto tecnico tanto complesso quanto super affascinante diventerebbe niente altro che un piano finanziario.© RIPRODUZIONE RISERVATA