Vanoli parla di un calo mentale dopo la sosta: i numeri non condannano Fagioli e Ndour, ma gli errori commessi raccontano un'altra storia.

Brova dei fatti Vanoli

Vanoli, adesso sciogli le briglie a questa Fiorentina: il talento al comando!

"Li ho persi mentalmente dopo la sosta". Le parole di Paolo Vanoli hanno acceso i riflettori su due centrocampisti in particolare: Nicolò Fagioli e Cher Ndour. Due giocatori che, secondo l'allenatore viola, hanno smarrito qualcosa sul piano della concentrazione e della tenuta mentale. Un'affermazione che merita di essere approfondita, soprattutto alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane. Perché, se da una parte le statistiche non evidenziano un crollo delle prestazioni individuali, dall'altra gli episodi in campo sembrano dare ragione al tecnico.

I numeri, infatti, raccontano una storia diversa rispetto alle sensazioni. Confrontando il rendimento dei due centrocampisti prima e dopo il 21 settembre, non emergono involuzioni significative. Entrambi hanno aumentato il proprio minutaggio medio e anche le valutazioni Sofascore sono leggermente cresciute: Fagioli è passato da 6,87 a 7,02, Ndour da 6,80 a 7,12. Qualche differenza si registra nelle singole voci statistiche, ma non abbastanza da certificare un peggioramento generalizzato. La precisione nei passaggi di Fagioli è addirittura salita dall'85,9% all'88,4%, mentre Ndour ha incrementato la propria media di palloni recuperati e contrasti. Insomma, non sembra esserci un problema di condizione fisica o di capacità tecnica.

Fagioli Ndour

Eppure, basta riavvolgere il nastro delle ultime due partite per individuare alcuni segnali tutt'altro che trascurabili. Partendo da Fagioli, la sfida contro l'Atalanta aveva già lasciato qualche interrogativo. Il centrocampista non è riuscito a trovare la posizione giusta, faticando a dare qualità e ritmo alla manovra viola. Una prestazione negativa, tanto da convincere Vanoli a sostituirlo già all'intervallo. Ma è soprattutto a Reggio Emilia, contro il Sassuolo, che è arrivato l'errore più evidente. Nel tentativo di uscire dalla pressione avversaria, Fagioli ha perso un pallone sanguinoso in mezzo al campo, dando il via alla ripartenza neroverde che ha portato al vantaggio firmato da Laurienté. Un episodio pesante, che ha inevitabilmente condizionato il giudizio sulla sua prestazione, nonostante la vittoria finale della Fiorentina.

Anche Ndour ha commesso errori che chiamano in causa soprattutto l'attenzione e la concentrazione. Contro l'Atalanta, in occasione dello 0-1, il centrocampista non ha seguito il movimento di De Ketelaere, concedendo al belga lo spazio necessario per arrivare nella zona decisiva. Un'ingenuità nella lettura dell'azione che ha evidenziato una difficoltà nella fase di non possesso. Qualcosa di simile si è ripetuto contro il Sassuolo: in occasione del momentaneo 2-2, Ndour ha lasciato troppo spazio a Matic, libero di gestire il pallone e inventare la giocata che ha portato alla rete di Laurienté. Due episodi differenti, ma accomunati da una mancata lettura del pericolo e da un'attenzione difensiva non sufficiente.

Ed è proprio qui che le parole di Vanoli trovano una possibile spiegazione. Fagioli e Ndour non sembrano aver perso le caratteristiche che li avevano portati a ritagliarsi uno spazio importante nella Fiorentina. I dati relativi alla precisione nei passaggi, ai recuperi e al minutaggio non descrivono due giocatori fisicamente in difficoltà o improvvisamente incapaci di esprimere il proprio calcio. Il problema sembra piuttosto manifestarsi nei momenti in cui servirebbero lucidità, attenzione e capacità di leggere in anticipo le situazioni.

Per Fagioli si tratta soprattutto di ritrovare sicurezza nella gestione del pallone, evitando quelle leggerezze che possono trasformarsi in occasioni per gli avversari. Per Ndour, invece, diventa fondamentale migliorare l'attenzione nelle letture difensive, seguendo i movimenti degli avversari e partecipando con maggiore continuità alla fase di non possesso.

Non è necessariamente una questione di gambe, ma di testa. Ed è proprio questo il lavoro che Vanoli dovrà portare avanti con i due centrocampisti: restituire loro tranquillità e fiducia, ma soprattutto quella concentrazione che permette di trasformare una prestazione statisticamente sufficiente in una prova realmente utile alla squadra. Perché nel calcio i numeri possono raccontare tanto, ma ci sono errori che pesano molto più di qualsiasi statistica.

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