Non è stata una bella stagione e non è un bel momento per Moise Kean, preso di mira dai ladri che gli hanno svaligiato l’appartamento in zona Campo di Marte portandosi via la collezione di orologi preziosi per un bottino di oltre trecentomila euro. Questa dovrebbe essere anche la settimana decisiva per disegnare il futuro che non si sa ancora se con la Fiorentina o lontano dalla Fiorentina. Non è vero che Grosso ha messo l’attaccante al centro della Viola che sta disegnando, che lo vuole a tutti i costi. La realtà è un’altra, il discorso è ancora tutto da affrontare e la vicenda molto complessa, come facilmente immaginabile.

L'editoriale del martedì
Tutti i piani viola dopo il vertice negli USA. Settimana decisiva per il futuro di Kean
In questi giorni proprio Grosso e Paratici si confronteranno per gettare le basi della squadra che verrà, decidere quali saranno i giocatori dai quali ripartire e la prima situazione da analizzare sarà proprio quella relativa a Kean. E’ il giocatore più importante e più costoso della Fiorentina, è evidente che si debba cominciare da lui. Dopo lo scambio di valutazioni all’interno della società si parlerà anche con il suo procuratore per avere un quadro completo e fare un’analisi delle intenzioni.
Se fosse un discorso soltanto squisitamente tecnico la discussione potrebbe chiudersi in due minuti. E’ un centravanti fortissimo, dalle grandi doti e nessuno lo conosce meglio di Grosso che l’ha avuto ragazzino nelle giovanili della Juventus e l’ha visto crescere. Sarebbe facile ripartire da lui. I problemi sono altri e vanno dalla volontà del giocatore o meno di restare a Firenze anche senza le coppe, dalle sue aspirazioni personali, dalla volontà di calarsi totalmente nella nuova avventura con umiltà per mettersi a disposizione del nuovo allenatore. Sappiamo che non è così facile, Kean ha una vita personale complicata, ha hobby importanti come la musica. Non è poi da sottovalutare pure il contratto da cinque milioni di euro che per la Fiorentina sono un’enormità. Per completare il quadro c’è in essere una clausola rescissoria da 62 milioni valida dal primo al quindici luglio. Come vedete non sarà facile prendere una decisione, in un verso o in un altro.
La Fiorentina e Grosso sarebbero ben felici di poter contare su un giocatore completamente coinvolto e voglioso di guidare la squadra che nascerà, ma le certezze devono essere molto salde. Se, invece, dubbi e perplessità, ma anche ambizioni personali e voglia di nuove avventure dovesse prevalere la cessione sarà la normale conseguenza. E anche su questo ci si dovrebbe confrontare per dare modo a Paratici di mettere in piedi un’operazione che potrebbe portare una quarantina di milioni, a fronte di una valutazione da 32 milioni di Transfermarkt. I mercati di riferimento potrebbero essere la Premier o l’Arabia dove però l’anno scorso Kean non ha mai pensato di andare. Ricordiamo che il giocatore è stato pagato alla Juventus circa 18 milioni di euro.
E oltre Kean...
—Quale decisione uscirà da questi scambi di vedute lo sapremo, in questo momento è difficile che si possa palesare qualcuno disposto a pagare la clausola, quindi si andrà a una decisione concordata fra le parti. Come detto, vista l’importanza tecnica ed economica del giocatore è giusto ripartire da lui. Ma Paratici affronterà anche altri casi simili di giocatori che hanno un ingaggio molto alto e potrebbero essere elementi da mettere sul mercato, in grado di portare denaro. Penso a Dodò, Gudmundsson, Gosens, ma anche De Gea. In questi giorni è arrivato dal Besiktas di Italiano anche l’interessamento per Mandragora. La Juve pensa a Ndour. Come già scritto, in teoria nessuno è incedibile se arrivano le offerte irrinunciabili, mentre cedibilissimi sono tutti quei giocatori che tornano dai prestiti come Beltran e compagnia che dovranno chiudere qui la loro stagione in viola. Basta prestiti, basta situazioni sospese, c’è ancora Sabiri a libro paga, in alcuni casi si punterà sulla rescissione.
Il primo grande lavoro di Paratici sarà proprio quello, vendere quella quarantina di giocatori che non sono più utili, per costituire poi un tesoretto da aggiungere al budget stanziato dalla società. E qui veniamo a quello deciso nel vertice di New York tra Paratici e la famiglia Commisso. L’idea, ribadita più volte, è quella di rilanciare, allestire una Fiorentina giovane e competitiva, capace di giocare un calcio moderno e avvincente, per ripartire con un obiettivo: tornare nelle zone alte della classifica. Come? Crescere in maniera saggia e intelligente, tornando a far calcio come si deve fare, investendo sui talenti, liberandosi dei troppi esuberi che pesano sui conti, naturalmente con il tempo dovuto e le risorse giuste. Non ci saranno follie, ma un rilancio importante.
E’ per questo che molte delle aspettative guardano a Paratici, un uomo di calcio dalla grande esperienza e dai grandi rapporti, capace di costruire le squadre nel modo giusto, mettendo insieme giocatori che per caratteristiche stanno bene uno con l’altro. Una bella responsabilità e una bella sfida anche per Paratici che dopo gli anni d’oro assieme a Marotta, da solo non ha vissuto stagioni esaltanti nell’ultima Juve sfociata con le plusvalenze fittizie e le condanne, né al Tottenham dove a fronte di investimenti ingenti s’è rischiata la retrocessione.
Insomma, molta attesa su Paratici con la convinzione che un uomo di calcio come lui potrà esaltarsi in una piazza come Firenze dove chi sa fare bene trova una grande spinta dall’amore della tifoseria. In settimana sarà proprio Paratici a raccontare tutto nei dettagli, ma che si voglia fare un bel rilancio, con un allenatore moderno, intelligente e ambizioso, una squadra affamata, è ormai chiaro e deve far stare tranquilli dopo una stagione devastante.
Nel frattempo è cominciata la rumba dei nomi accostati alla Fiorentina. Ma secondo voi è possibile prendere gente come Ruggeri dell’Atletico che costa più di 30 milioni e gioca in Champions? Ammesso e non concesso, vorrebbe dire che per coprire tutti i ruoli servirebbe un budget da almeno 150 milioni. Troppo facile. I giocatori in televisione li vediamo tutti. Ho scritto da tempo che andrei a prendere Lipani del Sassuolo. Quello che mi aspetto da Paratici è che lui, prima degli altri, sappia invece andare a prendere i talenti giovani o i giocatori bravi da rilanciare.
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