Dopo il messaggio di Commisso Jr a fine partita, è iniziata la telenovela su Fabio Paratici: ora serve chiarezza da parte della Fiorentina
Ho già espresso, a caldo, su Radio Bruno le mie forti perplessità, ma anche l’incredulità per il messaggio di Joseph Commisso. Nessuno, neanche lui, può essere orgoglioso di questa stagione, di questa squadra, di questa salvezza. Il presidente viola non conosce il calcio, ma qualcuno avrebbe dovuto spiegargli che in casi del genere le parole avrebbero dovuto essere altre, tipo “Ci scusiamo con tutti, ci assumiamo le responsabilità di questo disastro, ma siamo pronti a ripartire ancora più motivati e ambiziosi”. Niente di tutto ciò. Peccato, è l’ennesima occasione persa e l’ennesima dimostrazione che il calcio è qualcosa che non appartiene a questa società. E proprio questa, in fondo, è la cosa che deve preoccupare più di tutte le altre.
Perché il direttore generale Ferrari non ha spiegato bene a Commisso jr la vergogna di una stagione così? Semplice. Perché cercano ancora di autoassolversi, dare tutte le colpe a Pioli e Pradè, trovare scuse, far passare il messaggio che comunque la salvezza è un’impresa.
Ma dove? Ma quando?
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Non a caso s’era sentito parlare di festeggiamenti poi rientrati, ma la maglietta celebrativa alla memoria di Rocco forse è quello che resta. Non è un caso, poi, che nessuno si sia sentito in dovere di metterci la faccia nel post gara per spiegare, per chiarire, per assumersi le responsabilità. La speranza è che i fischi dei tifosi abbiamo fatto capire che la tregua è finita con la salvezza, che i bonus sono esauriti: da oggi è vietato sbagliare. E invece si seguita, per dirlo alla Toscana.
Ieri è scoppiato l’ennesimo assedio a Paratici che fino a prova contraria ha un contratto per altri quattro anni e rotti. Questa bagarre attorno al suo nome mi insospettisce.
Come mai lo corteggiano?
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Lo sanno tutti che ha un contratto lungo, ma se dopo la Roma si sono mosse il Napoli, anche il Milan con il quale s’era accordato già l’anno scorso, evidentemente sulle frequenze di Radiomercato è passato il messaggio che Paratici si può o si vuole liberare.
I rumours, fra l’altro, non arrivano da fonti qualunque, ma da uno che conosce bene Paratici ed è sempre informatissimo come Di Marzio. È stato lui a rilanciare un ritorno di fiamma del Milan. E poi Orazio Accomando di Mediaset ha rivelato un forte interessamento del Napoli nel caso di addio di Manna. Sapete benissimo che certe voci non nascono mai per caso e spesso sono messe in giro ad arte. Perché suocera intenda…
E allora tutti si chiedono: davvero Paratici s’è già stufato? Ha forse capito che le sue idee, i suoi programmi, non combaciano con quelli di Ferrari? Dopo quattro mesi di lavoro mi rifiuto di crederlo, ma allora cosa aspetta la società a smentire, a diffidare e ribadire che invece Paratici ha carta bianca, che sta bene a Firenze, che rispetterà il contratto e bla, bla, bla… Non sarà mica che a qualcuno all’interno della società, in fondo, questa ipotesi di divorzio non dispiacerebbe? Mi rifiuto di credere anche questo, ma da giorni alcuni da parlano di vedute diverse, ad esempio sulla scelta dell’allenatore.
È vero che tempo fa Paratici ha declinato blandamente le voci sulla Roma, ma adesso una presa di posizione ufficiale della Fiorentina non può più attendere. Una società che, come ha ricordato proprio Di Marzio, negli anni ci ha abituato a smentire tutto, anche le notizie verissime come la sua su De Rossi o la mia sulla litigata con Gattuso che infatti un mese dopo s’è dimesso, e invece non smentisce voci importanti come queste. Aggiungo: nel momento decisivo, quando dovranno partire i piani di rilancio.
Paratici, pur con i suoi limiti evidenziati già nel mercato di gennaio con gli acquisti dei modesti Brescianini e Fabbian pagati a peso d’oro, 27 milioni con il prestito, è l’unico uomo di calcio in società, l’unico che può far sperare in un vero progetto calcistico. In un rilancio.
È pronto? È carico? È motivato?
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Ribadirlo con forza farebbe bene anche alla piazza. Magari spiegando pure cosa si intende fare per uscire da un anno come questo che resta una ferita aperta sulla pelle dei tifosi e, fra l’altro, cosa non banale esclude la Fiorentina dalle coppe dopo quattro anni e due finali di Conference che sembravano robetta e invece oggi vanno rimpiante.