La Fiorentina sembra essersi fermata sul più bello in chiave mercato, ma quello di Paratici è uno stato di quiete solamente apparente

Qualcuno direbbe che “ci vuole della calma”. Il rischio, altrimenti, è farsi prendere da un'inutile ansia e perdere di vista tutto quello che è stato fatto fin qua. Lo dico perché in questi giorni mi pare di respirare un eccessivo allarmismo. “Siamo a due settimane dalla prima partita ufficiale e ancora non abbiamo nemmeno un esterno”, scrive qualcuno. “Lo sapevano tutti che ci mancavano tutti gli attaccanti esterni e ancora non ci siamo mossi”, ribadisce qualcun altro. Certo, l'appetito vien mangiando, e l'abbuffata della primissima fase di mercato ha evidentemente alimentato fame e speranze. Tutto lecito, sia chiaro, tutto comprensibile. Perché i tifosi della Fiorentina hanno alle spalle un'annata terrificante, perché la voglia di riscatto è alta e perché (appunto) i colpi in serie piazzati nelle scorse settimane hanno fatto pensare che si potesse andare avanti così: un colpo al giorno, senza badare né a spese né a equilibrio. Non è così, e non poteva esserlo.

Fabio Paratici

Paratici in attesa

Detto questo, mi sento di poter rassicurare tutti. Fabio Paratici sta semplicemente aspettando il momento giusto per tornare a colpire e, presto, la gente potrà esaltarsi ancora. Questione di opportunità e, come detto in precedenza, di bilanci e parametri da rispettare. Per farla molto breve: il direttore sportivo (come da sua abitudine) ha gettato nel mare del mercato decine e decine di reti e quando si creeranno le giuste condizioni le tirerà su. Qualche esempio? Mastantuono, per il quale c'è una concorrenza infinita e per il quale la presenza del direttore sportivo (e i suoi rapporti personali con il Real Madrid) sono l'unica, grande speranza viola. Oppure Soulè, col diesse che attende che il prezzo cali o che la Roma, chissà, si convinca a mollarlo anche in prestito o con qualche formula comunque favorevole.

Le uscite

Nel frattempo, ci si muove in uscita. Piazzato Comuzzo (capisco il dispiacere ma lui era il primo ad aver bisogno di cambiare aria) adesso si spera che arrivino alla svelta offerte per Dodò (per 13 milioni i viola lo mollano) e per Gudmundsson, mentre Kean vale un discorso a parte. Non è ufficialmente sul mercato, ma la sensazione è che sia lui che la società non accoglierebbero con dispiacere un addio. Certo, servono le condizioni giuste: 38/40 milioni per il cartellino, e un club da Champions. In primo piano c'è sempre il Como, ma occhio alle sorprese dall'estero. In quel caso, partirebbe la caccia al 9. Con due nomi (al netto di possibilissime sorprese) in prima fila: Gimenez (Milan) e Pellegrino (Parma).

La calma che si respira in questi giorni insomma, è soltanto apparente. Un prevedibile e comprensibile momento di quiete prima che la Fiorentina e Fabio Paratici tornino a scuotere (forte) il mercato. Senza fretta, ma senza sosta. La rivoluzione va avanti, e non si fermerà davanti a niente.

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