Per poter andare avanti serve il coraggio mostrato da Vanoli nel secondo tempo della partita in casa del Sassuolo
Vanoli, adesso sciogli le briglie a questa Fiorentina: il talento al comando!
Quelli bravi li chiamano “turning point”. Momenti, attimi o fatti che possono improvvisamente cambiare il corso delle cose. Noi, più modestamente, potremmo parlare di snodi. Sia chiaro. Lungi da noi voler considerare la vittoria di Sassuolo come la svolta della stagione anche perché, dall'altra parte, c'era una squadra a dir poco allo sbando e quanto visto nel primo tempo (e fino al 2-2) è stato sinceramente preoccupante. Una squadra (la Fiorentina) lenta, senza idee, impaurita, aggrappata solo e soltanto alle fiammate di Mastantuono o alle accelerazioni di Njie. Calma, quindi, e il discorso vale anche per chi (vero mister?) dopo la partita con l'Atalanta aveva parlato di grande prestazione. Non lo era stata. Anzi. E' stata, e basta guardare cosa è successo alla banda di Sarri col Parma, la dimostrazione di come i viola siano ancora molto, ma molto indietro.
La qualità c'è, perché non servirsene?
Ma torniamo al punto di partenza, e alla speranza che la serata di lunedì possa magari rappresentare l'alba di un nuovo giorno. Il riferimento è a quanto successo negli ultimi 20' e, in particolare, al fatto che Vanoli abbia finalmente ritrovato il coraggio. Lo avevamo apprezzato per come si era (ri)presentato e, per esempio, avevamo accolto con favore la prestazione col Como nonostante la sconfitta. Perché il mister aveva scelto di rischiare, puntando fin dall'inizio sulla qualità principale di questa Fiorentina: la qualità. Sembra un gioco di parole, sicuramente è una ripetizione (e chiedo venia) ma questo è. Inutile girarci tanto attorno. Questa è una rosa che ha sicuramente alcuni difetti strutturali e priva di tante caratteristiche importanti ma è piena, strapiena di talento. Che senso ha, quindi, metterle i freni? Che senso ha offrire “spettacoli” come quello di San Siro? Che senso ha giocare a non prenderle se tanto si prendono lo stesso? Tanto vale, ed è questo il nodo, giocare per farne uno in più. E' una sintesi estrema, me ne rendo conto, ma il senso è quello.Oulai anche a costo di sacrificare Fagioli
Lo suggerisce la direzione che ha preso il calcio (e se Dio vuole anche la Serie A) e a mio modo di vedere lo impongono i giocatori a disposizione di Vanoli. Il mister insomma deve accettare il rischio, e non continuare a sbattere la testa contro il muro per trovare un (difficilissimo) equilibrio. Va messa da parte la prudenza, e vale tanto per il gioco da proporre quanto per le scelte sui giocatori. E qua, ovviamente, penso prima di tutto ad Oulai. Uno che non può più star fuori, e pazienza se ogni tanto perde le distanze o si lancia in un pressing isolato. L'ivoriano ha strappi, aggressività, passo e spensieratezza di cui questa Fiorentina non può fare a meno. Lo dico con grande dolore: anche a costo di sacrificare Fagioli. Se si vuol bene quanto gliene vogliamo noi, Nicolò deve una volta per tutte fare un salto di qualità a livello mentale. O si smuove, e reagisce alle difficoltà, o resterà per sempre uno (splendido) mezzo giocatore.Gonçalves giochi quel che ha nelle gambe, ma giochi
E poi Pedro. “Ha al massimo 30/40' nelle gambe”, insistono dal Viola Park. Risposta: e allora questi benedetti 30 o 40 minuti facciamoglieli giocare. O Vanoli pensa che possa ogni volta (come a Sassuolo) risolvergli la partita in un quarto d'ora scarso? Lo diciamo dall'inizio della stagione, quando in panchina c'era ancora Grosso, e lo ripetiamo con ancora più convinzione oggi: serve coraggio. Soltanto così, la Fiorentina, può davvero pensare che quella di Reggio Emilia sia stata la svolta (in positivo) della stagione.© RIPRODUZIONE RISERVATA