Questa squadra sembra costruita per il 4-2-3-1 più che per il 4-3-3. E c’è una grande sfida che Vanoli dovrà affrontare prima possibile e vincere

FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI COPPA ITALIA FIORENTINA VS PISA

VIDEO - Vanoli: "Oulai come Kantè. C'è solo una differenza"

C’è tanto lavoro da fare, lo dice continuamente Vanoli e non possiamo non ripeterlo. Lo impongono la saggezza e le analisi delle partite contro il Venezia prima e il Pisa poi. La Fiorentina è ripartita, ha buttato alle spalle i fantasmi e i cattivi rapporti, ora da la sensazione di essere un gruppo pieno di energia, stanno venendo fuori i valori individuali di alcuni giocatori, ma la squadra, il gioco di squadra, i meccanismi sono ancora tutti da perfezionare. Ovviamente, aggiungerei, con tredici giocatori nuovi e un allenatore arrivato da dieci giorni. Segnare al Venezia e al Pisa, trovare spazio e difendersi è stato sicuramente più facile visto il valore dell’avversario, proprio per questo serve calma e la convinzione netta che ci vorrà del tempo.

copertina bucchioni vanoli

La cosa bella è che Vanoli ha imboccato subito la strada giusta, ha capito perfettamente quello che c’era da fare, ho come la sensazione che lui, da lontano, abbia seguito tutto quello che faceva Paratici, che faceva la Fiorentina, pensando con rammarico e nostalgia, “cosa avrei fatto se ci fossi stato io con questi giocatori?”. Quando, a sorpresa, l’hanno richiamato in pratica è come se non fosse mai andato via. Sapeva tutto di tutti. I giocatori hanno raccontato che non ha neppure salutato, s’è messo a lavorare a testa bassa, come se li conoscesse già.

Un’idea precisa di come far giocare questa squadra evidentemente l’aveva. Anche se imperfetto, troppo giovane e troppo leggero, senza giocatori d’esperienza, questo gruppo ha comunque tanti valori tecnici e tanta energia. Nessuna squadra è inallenabile (non so se è vero che Grosso ha davvero detto questo), si trova sempre una chiave o un modulo tattico per provare delle soluzioni. La soluzione per questa Fiorentina è una e una sola: deve essere dominante, deve tenere in mano il gioco, deve giocare in velocità, deve stare bene nella metà campo avversaria sapendo che ha tanti giocatori bravi ad attaccare e meno bravi a difendere. Il livello della difesa dovrà salire con il gioco di squadra, il saper stare compatti, applicare la riaggressione alta con il recupero palla immediato, tutto questo è il lavoro da fare.

Questa squadra sembra costruita per il 4-2-3-1 più che per il 4-3-3. E c’è una grande sfida che Vanoli dovrà affrontare prima possibile e vincere: far giocare assieme Fagioli e Oulai. Sono due play, non si scappa, ma sono due play diversi che insieme, completandosi, possono diventare una mediana fortissima. Fagioli è il regista di qualità, ha visione, tecnica, linee di passaggio naturali e lancio. Ma sa anche pressare. Oulai è un regista di sostanza, ha la capacità di vedere il gioco, chiude le linee di passaggio avversarie, ha grande dinamismo e reattività unite alla forza fisica. Si possono completare appunto. E attorno le soluzioni non mancano.

E’ chiaro che se giochi con il doppio play (lo fa anche il Napoli), non puoi mettere tre giocatori d’attacco dietro il centravanti. Rischi di perdere equilibrio, di pagare in fase difensiva. Con Fagioli e Oulai il sottopunta può essere Atta che ha più attitudini da centrocampista. Un’altra soluzione può essere Ndour, nell’Under 21 gioca più avanti. C’è una terza ipotesi, quando entrerà in forma Goncalves è un dieci e dietro la punta ci può stare. Si tratta di capire quanto abbia in testa la fase difensiva, le sue qualità da attaccante le conosciamo bene. Nello Sporting giocava a destra o a sinistra, partendo dall’esterno per poi accentrarsi, non una vera e propria ala. E’ chiaro come questo modulo (4-2-3-1) sia molto intrigante, c’è una condizione: gli esterni devono fare la fase difensiva. In fase di non possesso deve diventare 4-5-1.

Vanoli ci crede molto, mi sembra di averlo capito dalle sue parole e dal linguaggio del corpo. Questo gruppo deve piacergli parecchio perché lo vedo più sicuro, più sereno, più tutto. Evidentemente la rottura traumatica e la successiva riflessione hanno fatto bene anche a lui. E’ diverso nell’interpretazione delle gare. Sia col Venezia che con il Pisa ha fatto cambi non più conservativi come faceva l’anno scorso quando in vantaggio aggiungeva sempre difensori, ma propositivi. Sia a Venezia che col Pisa è andato a segnare molto di più con le sostituzioni tenendo fino alla fine il pallino del gioco. Torno al concetto che questa squadra deve essere dominante. Se si fa schiacciare, se lascia il pallino agli altri per troppo tempo non sa soffrire e s’è visto anche con Venezia e Pisa. La fase difensiva va migliorata parecchio, ma tutto va migliorato.

Vanoli che per diversi anni ha lavorato e vinto con Antonio Conte, al Chelsea e all’Inter, in queste due partite è molto più contiano nel senso della voglia di fare la partita, del grande pressing alto, delle ripartenze immediate. Un calcio che, quando riesce, piace e diverte molto di più. Questa è la strada e molto passerà da Fagioli e Oulai, se entrambi gireranno al massimo, senza ostacolarsi, con compiti uguali ma diversi, potranno nascere idee interessanti. E poi anche Vanoli ha visto in Oulai caratteristiche simili a quelle di Kantè. Lo avevamo scritto anche noi in estate, ma non lo abbiamo mai allenato. Detto da lui è il timbro su una investitura. Ora, ovviamente, tocca al ragazzo.

Fatemi dire: tocca a tutti. Questo gruppo aveva scarso feeling se non aveva addirittura abbandonato Grosso, ormai sembra chiarissimo, a maggior ragione ora che Grosso non c’è più, i giocatori devono dimostrare che l’ex allenatore aveva torto, che questa squadra è allenabilissima. Una molla psicologica in più.

A proposito di test e di crescita, domenica a mezzogiorno con il Napoli è bella tosta. Allegri non ha giocatori importanti come McTominay e altri, ma non può perdere ancora punti per strada. Come detto è passato al doppio play, ma sottopunta fa giocare un centrocampista come De Bruyne per avere più solidità e sull’esterno un Vergara che sa fare anche il centrocampista. L’altro esterno potrebbe essere il rimpianto Favasuli che non è mai partito titolare ma quando è entrato ha sempre impressionato. Che leggerezza questa cessione, da Kayode in giù, uno dei tanti errori di una società che i giovani li crea e poi li distrugge. E la lista è lunga. Vedremo cosa farà Paratici in futuro.

Comunque tornando al Napoli, più che un 4-2-3-1, con gli esterni più bloccati, a me sembra un 4-4-1-1, ma Allegri è questo e con il suo pragmatismo Vanoli dovrà confrontarsi.

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