L'ultimo giorno di mercato cosa porterà? Di sicuro Paratici nell'ultimo mese ha perso lo smalto della prima parte di mercato. E i dubbi aumentano
VIDEO VN - Gnonto: "Contento di essere tornato, non vedo l’ora"
Meglio Gnonto di Gnente. La battuta è straordinaria, Firenze è così. Nell’ironia c’è la sintesi più assoluta di quello che sta succedendo in queste ultime ore nel mercato della Fiorentina e dintorni. Un mercato partito come un missile, bello, ambiziosissimo e ricco, finito portando a casa dei giocatori che lasciano perplessi, non hanno una grande storia e chissà se mai l’avranno.
Lo scetticismo imperante del Popolo Viola è normale e condivisibile, diciamo la verità.
Se vendi Kean per quaranta milioni e ti presenti con Beto (con tutto il rispetto) dopo aver provato con diversi altri più forti e trattato Zirkzee fino all’ultimo, c’è qualcosa che non torna. Anzi, non torna proprio nulla.
Erano due mesi che il procuratore Lucci stava parlando con il Como, stava apparecchiando la tavola e la Fiorentina lo sapeva. Anzi, auspicava che Kean se ne andasse, per mille ragioni, non prendiamoci in giro.
Nella mia ingenuità ero comunque tranquillo, pensavo che aspettando la chiusura dell’affare Kean, il “sommo” Paratici con tutte le sue conoscenze e la sua pluriennale esperienza bianconera all’ombra di Marotta, si fosse ampiamente preparato per portare un sostituto all’altezza. Mi aspettavo una grossa sorpresa, un giocatore di prospettiva, qualcosa degno della cessione del centravanti della nazionale.
Il risveglio è brusco, senza nulla togliere all’ex Udinese che è comunque un discreto giocatore, Paratici ha provato a destra e sinistra, non ha trovato soluzioni migliori come un Pradè qualsiasi, ha incassato tanti no, insomma il re s’è scoperto nudo. L’acquisto di Beto è una normalità-banalità. Pensate che perfino mio figlio curvaiolo doc e normale conoscitore di giocatori, più di un mese fa, prima che prendessero Pellegrino, quando non ne parlava nessuno, mi disse “potrebbero provare con Beto, è discreto”. Se c’è arrivato lui che non fa il direttore sportivo e non se la tira…
Ebbene Beto sia
Magari farà benissimo, ma è tutto da vedere, in Premier non è mai stato un protagonista.Come è tutto da vedere Gnonto che in Italia non ha mai giocato anche se ha undici presenze e un gol con la nazionale di Mancini. Se ti fai soffiare Poku sotto il naso e poi vai su Gnonto, anche qui qualcosa non torna. A ripensarci forse era meglio Solomon.
Il ritardo sull’acquisto degli esterni così cari a Grosso, la poca voglia di comprarne almeno uno fino alla batosta con il Frosinone, è un altro dei misteri paraticiani. Poi con Gnonto è arrivato anche Njie. Trattasi di un esterno interessante, salta l’uomo, ha tecnica e velocità, ma ha ventuno anni e solo una manciata di partite in A con il Toro. Se fosse stato davvero uno che fa la differenza, credo che il Toro l’avrebbe fatto giocare più spesso. Comunque spero di sbagliare e spero anche che Paratici non l’abbia visto e non se ne sia innamorato quando l’ho visto anch’io fare il fenomeno entrando negli ultimi venti minuti contro il Milan nella prima di campionato. Njie ha messo in crisi tutti, saltava i rossoneri come birilli, spero solo che l’acquisto sia dovuto a una analisi diversa e ben più profonda. Vedremo.
Insomma, la sensazione che Paratici si sia incartato nella cessione di Kean e nell’acquisto degli esterni è forte e chiara. Quando doveva fare la differenza non l’ha fatta, da uno come lui era logico aspettarsi altre idee e altre strategie e non elementi che per valore ricordano tristemente i Brescianini e i Fabbian di gennaio. Prendere elementi che sanno di ripiego è indubbiamente brutto, quando invece all’inizio del mercato il ds viola aveva fatto vedere di poter andare a prendere chi voleva, beffando tutti, da Atta a Oulai, anche se sei la Fiorentina e non fai le coppe. Quel mercato mi era piaciuto tantissimo, con il tempo sembra cambiata la musica. La favola sembra finita in fretta come l’effetto Paratici.
O forse, più semplicemente è finito il budget?
Indubbiamente i sette gol presi senza segnarne nemmeno uno nelle prime due giornate di campionato, la peggior partenza della storia centenaria della Fiorentina, un altro record negativo dei Commisso, ormai sono quasi tutti loro, collezionisti veri, hanno depresso l’ambiente e tutto adesso sembra più nero del nero. Sono riusciti perfino a rovinare il Centenario, neppure un genio del male.Ora servirà pazienza, ce ne vorrà tanta, la squadra andrà assemblata, ma le perplessità sono giustificate.
Lo ripeto, per me Paratici ha fatto pure cose molto buone. E’ evidente. Nella costruzione della squadra però ci sono dei limiti enormi e il calcio ha delle regole che Paratici dovrebbe conoscere bene. Lui sta costruendo la Fiorentina Under 21, ma questa formula non funziona. I giovani siano benedetti, la loro energia, la loro voglia, il sorriso, ma l’esperienza e il carisma dei vecchi ci devono essere. Un esempio? Grosso a Sassuolo aveva Matic ex Manchester. Fabregas s’è fatto prendere Milla, trentuno anni, a Napoli il migliore in mezzo al campo. La Fiorentina questi giocatori non li ha, quelli che sanno come fare, che non hanno paura, che aiutano a far crescere il carattere. Basta un gol, come con il Frosinone e subentra la paura, crolla tutto. Non è possibile.
Così sarà dura, senza una guida in campo servirà troppo tempo per far crescere questi ragazzi.
Ma il mercato non è finito. Se dovessero arrivare Torreira (grande garra) per far crescere Oulai e Thorstvedt, si alzerebbe il tasso di personalità. Mandragora sta andando al Toro.
Un altro buco è un difesa e s’è ampiamente visto. Pongracic e Ranieri non sono leader e si sapeva, c’erano loro vicini alla B. Viery va inserito e Dragusin ha bisogno di lavorare dopo due anni difficili. Non si poteva prendere un “vecchio arnese” di grande personalità (ce ne sono in giro) per aiutare a crescere?
Un altro problema sono le uscite. Se davvero restano pure Dodò e Gudmundsson, senza le coppe i guai per il povero Grosso aumenteranno. Troppa gente in panchina, troppa gente destinata a giocare poco: miscela esplosiva in uno spogliatoio.
Ma nell’ultimo giorno di mercato spesso succedono miracoli, san Paratici c’è ancora?
© RIPRODUZIONE RISERVATA